Negli ultimi decenni gli ecomusei si sono strutturati come dispositivi territoriali orientati alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale (PCI), fondati sulla partecipazione comunitaria, sulla trasmissione intergenerazionale e sul radicamento nei luoghi. Nel contesto della transizione digitale, tali istituzioni si confrontano con opportunità (documentazione, accesso, condivisione) e rischi (decontestualizzazione, standardizzazione e «disincarnazione» delle pratiche). Il contributo propone una ricognizione del rapporto tra ecomusei, PCI e tecnologie digitali, combinando una discussione teorico-comparativa con i risultati di un questionario esplorativo somministrato ai referenti di cinque ecomusei italiani (n=5; aprile–maggio 2025; autodichiarazioni). I risultati mostrano un ricorso prevalente a strumenti a bassa soglia di ingresso (social e contenuti partecipativi; archivi digitali; storytelling), mentre soluzioni più onerose e infrastrutturate (AR/ VR, tour virtuali, app) risultano episodiche. La produzione dei contenuti appare spesso ibrida (tra gestione interna e co-creazione) e le finalità dichiarate convergono su memoria, accessibilità ed educazione, a fronte di vincoli ricorrenti legati a risorse, competenze e infrastrutture. Sulla base di queste evidenze, l’articolo propone la nozione di digitalizzazione come criterio operativo: integrare strumenti, pratiche territoriali e dispositivi partecipativi per accrescere l’accessibilità senza indebolire il legame con i contesti locali.

Territorio e rete. L’ecomuseo nell’ecosistema digitale

Mauro De Bari
Methodology
2026-01-01

Abstract

Negli ultimi decenni gli ecomusei si sono strutturati come dispositivi territoriali orientati alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale (PCI), fondati sulla partecipazione comunitaria, sulla trasmissione intergenerazionale e sul radicamento nei luoghi. Nel contesto della transizione digitale, tali istituzioni si confrontano con opportunità (documentazione, accesso, condivisione) e rischi (decontestualizzazione, standardizzazione e «disincarnazione» delle pratiche). Il contributo propone una ricognizione del rapporto tra ecomusei, PCI e tecnologie digitali, combinando una discussione teorico-comparativa con i risultati di un questionario esplorativo somministrato ai referenti di cinque ecomusei italiani (n=5; aprile–maggio 2025; autodichiarazioni). I risultati mostrano un ricorso prevalente a strumenti a bassa soglia di ingresso (social e contenuti partecipativi; archivi digitali; storytelling), mentre soluzioni più onerose e infrastrutturate (AR/ VR, tour virtuali, app) risultano episodiche. La produzione dei contenuti appare spesso ibrida (tra gestione interna e co-creazione) e le finalità dichiarate convergono su memoria, accessibilità ed educazione, a fronte di vincoli ricorrenti legati a risorse, competenze e infrastrutture. Sulla base di queste evidenze, l’articolo propone la nozione di digitalizzazione come criterio operativo: integrare strumenti, pratiche territoriali e dispositivi partecipativi per accrescere l’accessibilità senza indebolire il legame con i contesti locali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/590620
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