Per tre decenni, la determinazione degli obblighi climatici di mitigazione è rimasta integralmente consegnata alla volontà politica degli Stati. Nell'arco di un decennio, i giudici di ordinamenti appartenenti a tradizioni giuridiche diverse, su impulso di una comunità transnazionale di ricorrenti, hanno incrinato questa premessa, ricavando dai diritti umani — costituzionali, convenzionali, internazionali — obblighi che il regime climatico aveva deliberatamente precluso, e la cui portata investe oggi l'azione degli Stati e, con percorsi più recenti e assai più incerti, delle imprese transnazionali. Questo volume ricostruisce in una prospettiva comparata e globale il processo giuridico transnazionale attraverso il quale i diritti umani sono divenuti il veicolo di questa trasformazione, muovendo dal contenzioso contro gli Stati per estendersi alle imprese e alle pronunce rese nel biennio 2024-2025 dalle corti regionali e internazionali, che hanno consolidato nel diritto internazionale obblighi che la giurisprudenza nazionale aveva prodotto e affinato nel corso di un decennio. Ne emerge un processo dirompente e fragile, nel quale la scienza climatica opera come parametro di adeguatezza, i diritti come fonte di obblighi giustiziabili, e il contenzioso come processo di produzione normativa alimentato dalla circolazione transnazionale degli argomenti e dal dialogo tra corti, con esiti tuttavia ancora largamente incerti.
Contenzioso climatico e diritti umani: itinerario globale attorno al sindacato giurisdizionale sugli obblighi di mitigazione di Stati e imprese
Giuseppe Naglieri
2026-01-01
Abstract
Per tre decenni, la determinazione degli obblighi climatici di mitigazione è rimasta integralmente consegnata alla volontà politica degli Stati. Nell'arco di un decennio, i giudici di ordinamenti appartenenti a tradizioni giuridiche diverse, su impulso di una comunità transnazionale di ricorrenti, hanno incrinato questa premessa, ricavando dai diritti umani — costituzionali, convenzionali, internazionali — obblighi che il regime climatico aveva deliberatamente precluso, e la cui portata investe oggi l'azione degli Stati e, con percorsi più recenti e assai più incerti, delle imprese transnazionali. Questo volume ricostruisce in una prospettiva comparata e globale il processo giuridico transnazionale attraverso il quale i diritti umani sono divenuti il veicolo di questa trasformazione, muovendo dal contenzioso contro gli Stati per estendersi alle imprese e alle pronunce rese nel biennio 2024-2025 dalle corti regionali e internazionali, che hanno consolidato nel diritto internazionale obblighi che la giurisprudenza nazionale aveva prodotto e affinato nel corso di un decennio. Ne emerge un processo dirompente e fragile, nel quale la scienza climatica opera come parametro di adeguatezza, i diritti come fonte di obblighi giustiziabili, e il contenzioso come processo di produzione normativa alimentato dalla circolazione transnazionale degli argomenti e dal dialogo tra corti, con esiti tuttavia ancora largamente incerti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


