Carolina Arienti Lattanzi (Firenze 1771 - Milano 1818) è scrittrice, poetessa e giornalista. In un contesto internazionale e durante la Repubblica Cisalpina, pronuncia discorsi sulla condizione delle donne, rivelandosi precorritrice dei movimenti femministi e in prima linea per la rivendicazione di diritti delle donne, nei termini di un’autodeterminazione morale, civile e culturale. Emblematico il discorso La schiavitù delle donne, declamato nel 1797 all’Accademia di Pubblica Istruzione a Mantova, poi pubblicato con dedica alla “cittadina Rose Josephine Bonaparte”. Con parole appassionate, denuncia i condizionamenti imposti alle donne dalle legislazioni dei regimi dispotici, tesi a trasformare «il più dolce dei legami nella più pesante delle catene». Significativa la sua polemica nei confronti di Rousseau, persuaso che «la femme est faite spécialement pour plaire à l’homme»: sono gli uomini, e non la natura, a ostacolare l’emancipazione della donna, escludendola da ruoli sociali attivi.

Carolina Arienti Lattanzi e la "questione delle donne"

Gabriella Capozza
Supervision
2025-01-01

Abstract

Carolina Arienti Lattanzi (Firenze 1771 - Milano 1818) è scrittrice, poetessa e giornalista. In un contesto internazionale e durante la Repubblica Cisalpina, pronuncia discorsi sulla condizione delle donne, rivelandosi precorritrice dei movimenti femministi e in prima linea per la rivendicazione di diritti delle donne, nei termini di un’autodeterminazione morale, civile e culturale. Emblematico il discorso La schiavitù delle donne, declamato nel 1797 all’Accademia di Pubblica Istruzione a Mantova, poi pubblicato con dedica alla “cittadina Rose Josephine Bonaparte”. Con parole appassionate, denuncia i condizionamenti imposti alle donne dalle legislazioni dei regimi dispotici, tesi a trasformare «il più dolce dei legami nella più pesante delle catene». Significativa la sua polemica nei confronti di Rousseau, persuaso che «la femme est faite spécialement pour plaire à l’homme»: sono gli uomini, e non la natura, a ostacolare l’emancipazione della donna, escludendola da ruoli sociali attivi.
2025
9791259655820
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/588541
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