Le banche sono protagonisti del presidio della legalità, perseguono l’obiettivo di assicurare soddisfazione all’interesse pubblico, ponendo al centro la protezione del risparmiatore. Il perseguimento della legalità avviene attraverso l’applicazione di regole e procedure volte ad intercettare operazioni illegali (riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, evasione fiscale, corruzione), ma anche con la promozione della legalità che consente di assicurare una gestione sana e prudente, contribuendo ad attrarre investitori e a garantire stabilità al sistema finanziario. Adeguati assetti organizzativi e sistemi di controlli efficienti svolgono un ruolo essenziale perché diventano strumenti volti a presidiare la legalità. Gli intermediari sono chiamati a riconoscere il rischio di riciclaggio, a valutarlo e fronteggiarlo nelle relazioni con la propria clientela: per gestire e prevenire rischi di riciclaggio devono aggiornare ruoli e responsabilità. La prevenzione del rischio riciclaggio si evolve dalla concezione di mera compliance per assumere un ruolo strategico di governance aziendale. Si conferma lo stretto legame tra valutazione del rischio e allestimento dei presidi interni, enfatizzando il rapporto funzionale del primo momento valutativo rispetto al secondo organizzativo. Per tali ragioni il regolatore ritiene essenziale ricalibrare gli assetti organizzativi antiriciclaggio e coinvolgere gli organi aziendali al fine della mitigazione di tale rischio e richiama l’esigenza del coinvolgimento degli organi aziendali e del corretto adempimento degli obblighi che ricadono sugli stessi.In questo percorso di rafforzamento, all’interno della governance bancaria, del presidio dell’antiriciclaggio, il regolatore introduce la figura dell’esponente responsabile per l’antiriciclaggio che diventa il principale punto di contatto tra il responsabile della funzione antiriciclaggio e il consiglio di amministrazione.

La prevenzione del riciclaggio nel diritto bancario: profili di governance

Rosa Calderazzi
2026-01-01

Abstract

Le banche sono protagonisti del presidio della legalità, perseguono l’obiettivo di assicurare soddisfazione all’interesse pubblico, ponendo al centro la protezione del risparmiatore. Il perseguimento della legalità avviene attraverso l’applicazione di regole e procedure volte ad intercettare operazioni illegali (riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, evasione fiscale, corruzione), ma anche con la promozione della legalità che consente di assicurare una gestione sana e prudente, contribuendo ad attrarre investitori e a garantire stabilità al sistema finanziario. Adeguati assetti organizzativi e sistemi di controlli efficienti svolgono un ruolo essenziale perché diventano strumenti volti a presidiare la legalità. Gli intermediari sono chiamati a riconoscere il rischio di riciclaggio, a valutarlo e fronteggiarlo nelle relazioni con la propria clientela: per gestire e prevenire rischi di riciclaggio devono aggiornare ruoli e responsabilità. La prevenzione del rischio riciclaggio si evolve dalla concezione di mera compliance per assumere un ruolo strategico di governance aziendale. Si conferma lo stretto legame tra valutazione del rischio e allestimento dei presidi interni, enfatizzando il rapporto funzionale del primo momento valutativo rispetto al secondo organizzativo. Per tali ragioni il regolatore ritiene essenziale ricalibrare gli assetti organizzativi antiriciclaggio e coinvolgere gli organi aziendali al fine della mitigazione di tale rischio e richiama l’esigenza del coinvolgimento degli organi aziendali e del corretto adempimento degli obblighi che ricadono sugli stessi.In questo percorso di rafforzamento, all’interno della governance bancaria, del presidio dell’antiriciclaggio, il regolatore introduce la figura dell’esponente responsabile per l’antiriciclaggio che diventa il principale punto di contatto tra il responsabile della funzione antiriciclaggio e il consiglio di amministrazione.
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