Le imprese del comparto spaziale operano oggi su scala globale, generando un fatturato che il World Economic Forum stima in 630 miliardi di dollari nel 2023, in proiezione a 1800 miliardi entro il 2035. I profitti si formano in infrastrutture orbitali collocate oltre la cosiddetta linea di Kármán, in un'area che l'art. II del Trattato sullo spazio del 27 gennaio 1967 (OST) sottrae alla sovranità territoriale di qualunque Stato. Le manifestazioni di ricchezza che vi si producono restano tuttora estranee al perimetro applicativo del prelievo, poiché gli istituti centrali del diritto tributario internazionale, ovverosia residenza fiscale, fonte del reddito e stabile organizzazione, presuppongono il radicamento territoriale dello Stato sul luogo in cui la ricchezza si forma, e si rivelano pertanto inidonei a operare in tale dominio. Con la l. 13 giugno 2025, n. 89, l'Italia ha introdotto la prima disciplina organica del settore, lasciando tuttavia impregiudicato il versante tributario, e affidando alla dottrina il compito di precostruire le figure del prelievo applicabili. Lo studio affronta due interrogativi, l'uno relativo alla base giuridica della giurisdizione tributaria oltre l'atmosfera, l'altro alle figure del prelievo costruibili sulla cornice convenzionale dell'OST. L'iscrizione del veicolo nel registro nazionale, criterio già consolidato per navi e aeromobili, offre il fondamento giurisdizionale autonomo dei redditi prodotti a bordo dei veicoli spaziali, ricostruito in via interpretativa dall'art. VIII OST. Dai paradigmi convenzionali del Trattato sull'Antartide e dell'Autorità internazionale dei fondali marini si ricava la categoria della sovranità fiscale funzionale, intesa come potestà impositiva che opera indipendentemente dal predicato territoriale, e che dissocia autorizzazione e controllo, riservati ai singoli Stati, da riscossione e redistribuzione del gettito, affidate a un organismo multilaterale. Sugli artt. I, II, VI, VII e VIII OST si costruiscono cinque fattispecie tributarie de iure condendo, reddituale, paracommutativa di funzionamento, correttivo-ambientale, concessoria e doganale, dalle quali discendono le linee operative per l'adeguamento del sistema tributario internazionale e interno.

Sovranità fiscale e space economy. Oltre la territorialità

Antonio Felice Uricchio;Luca Petruzzella
2026-01-01

Abstract

Le imprese del comparto spaziale operano oggi su scala globale, generando un fatturato che il World Economic Forum stima in 630 miliardi di dollari nel 2023, in proiezione a 1800 miliardi entro il 2035. I profitti si formano in infrastrutture orbitali collocate oltre la cosiddetta linea di Kármán, in un'area che l'art. II del Trattato sullo spazio del 27 gennaio 1967 (OST) sottrae alla sovranità territoriale di qualunque Stato. Le manifestazioni di ricchezza che vi si producono restano tuttora estranee al perimetro applicativo del prelievo, poiché gli istituti centrali del diritto tributario internazionale, ovverosia residenza fiscale, fonte del reddito e stabile organizzazione, presuppongono il radicamento territoriale dello Stato sul luogo in cui la ricchezza si forma, e si rivelano pertanto inidonei a operare in tale dominio. Con la l. 13 giugno 2025, n. 89, l'Italia ha introdotto la prima disciplina organica del settore, lasciando tuttavia impregiudicato il versante tributario, e affidando alla dottrina il compito di precostruire le figure del prelievo applicabili. Lo studio affronta due interrogativi, l'uno relativo alla base giuridica della giurisdizione tributaria oltre l'atmosfera, l'altro alle figure del prelievo costruibili sulla cornice convenzionale dell'OST. L'iscrizione del veicolo nel registro nazionale, criterio già consolidato per navi e aeromobili, offre il fondamento giurisdizionale autonomo dei redditi prodotti a bordo dei veicoli spaziali, ricostruito in via interpretativa dall'art. VIII OST. Dai paradigmi convenzionali del Trattato sull'Antartide e dell'Autorità internazionale dei fondali marini si ricava la categoria della sovranità fiscale funzionale, intesa come potestà impositiva che opera indipendentemente dal predicato territoriale, e che dissocia autorizzazione e controllo, riservati ai singoli Stati, da riscossione e redistribuzione del gettito, affidate a un organismo multilaterale. Sugli artt. I, II, VI, VII e VIII OST si costruiscono cinque fattispecie tributarie de iure condendo, reddituale, paracommutativa di funzionamento, correttivo-ambientale, concessoria e doganale, dalle quali discendono le linee operative per l'adeguamento del sistema tributario internazionale e interno.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/586060
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact