Dal punto di vista etimologico, il termine parafiscalità indica ciò che “circonda” la fiscalità, caratterizzandosi per una certa vaghezza; tuttavia, la sua utilità non può essere negata a priori, potendo essa comprendere prestazioni di varia natura, affini a quelle fiscali ma diverse da quelle meramente privatistiche. Elaborata aliunde come categoria spuria di matrice socio-economica, la parafiscalità è divenuta un concetto problematico nel momento in cui è stata importata. In particolare, nella trasposizione in ambito giuridico, la principale censura rivoltale dalla dottrina finanziaria si è appuntata sulla imprecisione dei suoi elementi strutturali e sulla sua dubbia utilità. In questo quadro, gli studi del professor Braccini hanno offerto un contributo prezioso e illuminante nella delimitazione della categoria e nell’apprezzamento della dimensione giuridica della parafiscalità (previdenziale), muovendo dalla contrapposizione con il corporativismo fascista ed evidenziandone limiti e criticità. Il presente lavoro propone una rilettura di siffatta prospettiva strettamente tributaria: a tal fine, si passano in rassegna altresì le più recenti posizioni che mettono da parte o perimetrano ulteriormente la nozione di parafiscalità, soffermandosi sull’utilità di una parafiscalità di stampo “mutualistico” e sul coevo impiego del lemma in ambito giurisprudenziale domestico. Infine, si delineano prospettive di ricerca future volte ad approfondire la giuridicità del concetto di parafiscalità in un contesto più ampio rispetto a quello del diritto tributario interno, ambito rispetto al quale appare tuttora ragionevole aderire alla tesi bracciniana del “definitivo abbandono”.
La parafiscalità come concetto giuridico tributario: dal pensiero del Braccini agli approdi più recenti
tommaso calculli
2026-01-01
Abstract
Dal punto di vista etimologico, il termine parafiscalità indica ciò che “circonda” la fiscalità, caratterizzandosi per una certa vaghezza; tuttavia, la sua utilità non può essere negata a priori, potendo essa comprendere prestazioni di varia natura, affini a quelle fiscali ma diverse da quelle meramente privatistiche. Elaborata aliunde come categoria spuria di matrice socio-economica, la parafiscalità è divenuta un concetto problematico nel momento in cui è stata importata. In particolare, nella trasposizione in ambito giuridico, la principale censura rivoltale dalla dottrina finanziaria si è appuntata sulla imprecisione dei suoi elementi strutturali e sulla sua dubbia utilità. In questo quadro, gli studi del professor Braccini hanno offerto un contributo prezioso e illuminante nella delimitazione della categoria e nell’apprezzamento della dimensione giuridica della parafiscalità (previdenziale), muovendo dalla contrapposizione con il corporativismo fascista ed evidenziandone limiti e criticità. Il presente lavoro propone una rilettura di siffatta prospettiva strettamente tributaria: a tal fine, si passano in rassegna altresì le più recenti posizioni che mettono da parte o perimetrano ulteriormente la nozione di parafiscalità, soffermandosi sull’utilità di una parafiscalità di stampo “mutualistico” e sul coevo impiego del lemma in ambito giurisprudenziale domestico. Infine, si delineano prospettive di ricerca future volte ad approfondire la giuridicità del concetto di parafiscalità in un contesto più ampio rispetto a quello del diritto tributario interno, ambito rispetto al quale appare tuttora ragionevole aderire alla tesi bracciniana del “definitivo abbandono”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


