This article examines urban welfare as a pedagogical paradigm capable of reconfiguring the city into an educating community and a laboratory of coexistence. In the face of new forms of poverty, emerging vulnerabilities and the pressures of globalisation, social pedagogy is conceived as a boundary discipline able to interpret the urban space as an educational subject oriented towards spatial justice, sustainability and inclusion. Within this horizon, regenerative welfare, moving beyond an assistential approach, fosters intergenerational participation, community co-construction and the stewardship of common goods, while valorising ecological and relational dimensions. In dialogue with international educational agendas, particularly Agenda 2030, the city is envisaged as a locus of territorial educational pacts, collective resilience and social innovation, where urban policies intersect with pedagogical knowledge to generate widespread, inclusive and sustainable educational ecosystems capable of nurturing active citizenship and intergenerational solidarity.

Il contributo esplora il welfare urbano come paradigma pedagogico capace di trasformare la città in comunità educante e laboratorio di convivenza. Alla luce delle nuove povertà, delle fragilità emergenti e delle sfide poste dalla globalizzazione, la pedagogia sociale si configura come sapere di confine in grado di leggere lo spazio urbano come soggetto educativo, orientato a giustizia spaziale, sostenibilità e inclusione. In tale prospettiva, il welfare rigenerativo, superando la logica assistenziale, promuove processi di partecipazione intergenerazionale, co-costruzione comunitaria e cura dei beni comuni, valorizzando la dimensione ecologica e relazionale. In dialogo con le agende educative internazionali, in particolare con l’Agenda 2030, la città diviene luogo di patti educativi territoriali, di resilienza collettiva e di innovazione sociale, in cui le politiche urbane si intrecciano con i saperi pedagogici, generando ecosistemi educativi diffusi, inclusivi e sostenibili, capaci di favorire nuove forme di cittadinanza attiva e solidarietà intergenerazionale.

Pedagogia del welfare urbano: rigenerare città educative e comunità solidali

Balzano V
2025-01-01

Abstract

This article examines urban welfare as a pedagogical paradigm capable of reconfiguring the city into an educating community and a laboratory of coexistence. In the face of new forms of poverty, emerging vulnerabilities and the pressures of globalisation, social pedagogy is conceived as a boundary discipline able to interpret the urban space as an educational subject oriented towards spatial justice, sustainability and inclusion. Within this horizon, regenerative welfare, moving beyond an assistential approach, fosters intergenerational participation, community co-construction and the stewardship of common goods, while valorising ecological and relational dimensions. In dialogue with international educational agendas, particularly Agenda 2030, the city is envisaged as a locus of territorial educational pacts, collective resilience and social innovation, where urban policies intersect with pedagogical knowledge to generate widespread, inclusive and sustainable educational ecosystems capable of nurturing active citizenship and intergenerational solidarity.
2025
Il contributo esplora il welfare urbano come paradigma pedagogico capace di trasformare la città in comunità educante e laboratorio di convivenza. Alla luce delle nuove povertà, delle fragilità emergenti e delle sfide poste dalla globalizzazione, la pedagogia sociale si configura come sapere di confine in grado di leggere lo spazio urbano come soggetto educativo, orientato a giustizia spaziale, sostenibilità e inclusione. In tale prospettiva, il welfare rigenerativo, superando la logica assistenziale, promuove processi di partecipazione intergenerazionale, co-costruzione comunitaria e cura dei beni comuni, valorizzando la dimensione ecologica e relazionale. In dialogo con le agende educative internazionali, in particolare con l’Agenda 2030, la città diviene luogo di patti educativi territoriali, di resilienza collettiva e di innovazione sociale, in cui le politiche urbane si intrecciano con i saperi pedagogici, generando ecosistemi educativi diffusi, inclusivi e sostenibili, capaci di favorire nuove forme di cittadinanza attiva e solidarietà intergenerazionale.
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