Nel tentativo di delineare le riflessioni sul futuro della ricerca pedagogica, emerge la necessità di continuare a sviluppare strategie innovative per affrontare le sfide educative del futuro. Dall’attenzione per le nuove metodologie di ricerca, in grado di integrare approcci sia qualitativi che quantitativi, rinviene con urgenza la necessità di guardare, in prospettiva, a una pedagogia generale, e ancor di più a una sociale, in grado di fronteggiare le sfide della comunità dell’oggi, caratterizzata da una evoluzione educativa particolarmente rilevante sul piano interculturale (Gramigna, 2024). Le transizioni interculturali rappresentano un elemento cruciale nel contesto educativo odierno, poiché l’eterogeneità culturale all’interno delle aule offre importanti opportunità di apprendimento. La diversità culturale favorisce lo sviluppo di competenze interculturali negli studenti, aprendo la strada a un’educazione inclusiva e orientata verso la cittadinanza globale. Sulla scia delle ricerche educative circa le transizioni ecologiche, che rappresentano una ulteriore sfida cruciale per la pedagogia (Cfr., Del Gobbo, Malavasi, 2024), e delle transizioni digitali, che stanno rivoluzionando il panorama educativo, offrendo nuove opportunità ma anche presentando rischi da considerare, l’idea di fondo del presente contributo muove dalla consapevolezza che l’evoluzione della pedagogia sociale, specialmente in chiave personalista e comunitari, porti con se la necessità di riformulare il tempo dell’oggi. La proposta di un nuovo rinascimento sociale, un umanesimo pedagogico moderno, che muova i suoi primi passi dall’analisi delle prospettive sociologiche sulla socializzazione, inteso come elemento proprio della persona, per giungere a definire il quadro concettuale in grado di sostenere la comprensione dei nuovi processi educativi (Cfr., Agazzi, 1972). Questo sviluppo, inoltre, agevolerebbe anche le riflessioni sulle disuguaglianze sociali e sui meccanismi di esclusione nel contesto educativo, offrendo spunti per interventi e politiche educative più equitative e inclusive. “Lo scenario politico sociale attuale, però, è caratterizzato da molteplici fattori di crisi, a partire dal senso di smarrimento diffuso in particolar modo nelle giovani generazioni” (Porcarelli, 2021, p. 132). Le strategie concrete per l’educazione sociale, specialmente dei più giovani, quindi, si inquadrano in un impianto concettuale che vede la stessa inscritta in un orizzonte morale, per cui dovrebbe mirare innanzitutto alla interiorità, quindi alla formazione di una socialità fondata – nei suoi diversi livelli – sulla consapevolezza personae e sociale, e sullo sviluppo della coscienza e della positiva intenzionalità sociale. L’idea di un nuovo rinascimento sociale, perciò, recupera la visione pedagogica di Gino Corallo, il quale sosteneva che “al meccanismo dell’interazione tra persona e società bisogna sostituire come fine dell’educazione in senso sociale la reciprocità, come apertura verso l’altro, che perciò diventa un socio. Il termine esatto dello scambio non è pertanto la società, astrattamente, ma le persone concrete: la società nasce e si costituisce per mezzo di questo scambio, non gli preesiste, né può porsi alla pari della persona come termine di relazione” (1961, pp. 426-427).
Percorsi di ricerca pedagogica nel terzo millennio: Verso un nuovo rinascimento sociale
Balzano V
2025-01-01
Abstract
Nel tentativo di delineare le riflessioni sul futuro della ricerca pedagogica, emerge la necessità di continuare a sviluppare strategie innovative per affrontare le sfide educative del futuro. Dall’attenzione per le nuove metodologie di ricerca, in grado di integrare approcci sia qualitativi che quantitativi, rinviene con urgenza la necessità di guardare, in prospettiva, a una pedagogia generale, e ancor di più a una sociale, in grado di fronteggiare le sfide della comunità dell’oggi, caratterizzata da una evoluzione educativa particolarmente rilevante sul piano interculturale (Gramigna, 2024). Le transizioni interculturali rappresentano un elemento cruciale nel contesto educativo odierno, poiché l’eterogeneità culturale all’interno delle aule offre importanti opportunità di apprendimento. La diversità culturale favorisce lo sviluppo di competenze interculturali negli studenti, aprendo la strada a un’educazione inclusiva e orientata verso la cittadinanza globale. Sulla scia delle ricerche educative circa le transizioni ecologiche, che rappresentano una ulteriore sfida cruciale per la pedagogia (Cfr., Del Gobbo, Malavasi, 2024), e delle transizioni digitali, che stanno rivoluzionando il panorama educativo, offrendo nuove opportunità ma anche presentando rischi da considerare, l’idea di fondo del presente contributo muove dalla consapevolezza che l’evoluzione della pedagogia sociale, specialmente in chiave personalista e comunitari, porti con se la necessità di riformulare il tempo dell’oggi. La proposta di un nuovo rinascimento sociale, un umanesimo pedagogico moderno, che muova i suoi primi passi dall’analisi delle prospettive sociologiche sulla socializzazione, inteso come elemento proprio della persona, per giungere a definire il quadro concettuale in grado di sostenere la comprensione dei nuovi processi educativi (Cfr., Agazzi, 1972). Questo sviluppo, inoltre, agevolerebbe anche le riflessioni sulle disuguaglianze sociali e sui meccanismi di esclusione nel contesto educativo, offrendo spunti per interventi e politiche educative più equitative e inclusive. “Lo scenario politico sociale attuale, però, è caratterizzato da molteplici fattori di crisi, a partire dal senso di smarrimento diffuso in particolar modo nelle giovani generazioni” (Porcarelli, 2021, p. 132). Le strategie concrete per l’educazione sociale, specialmente dei più giovani, quindi, si inquadrano in un impianto concettuale che vede la stessa inscritta in un orizzonte morale, per cui dovrebbe mirare innanzitutto alla interiorità, quindi alla formazione di una socialità fondata – nei suoi diversi livelli – sulla consapevolezza personae e sociale, e sullo sviluppo della coscienza e della positiva intenzionalità sociale. L’idea di un nuovo rinascimento sociale, perciò, recupera la visione pedagogica di Gino Corallo, il quale sosteneva che “al meccanismo dell’interazione tra persona e società bisogna sostituire come fine dell’educazione in senso sociale la reciprocità, come apertura verso l’altro, che perciò diventa un socio. Il termine esatto dello scambio non è pertanto la società, astrattamente, ma le persone concrete: la società nasce e si costituisce per mezzo di questo scambio, non gli preesiste, né può porsi alla pari della persona come termine di relazione” (1961, pp. 426-427).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


