Le pubbliche amministrazioni italiane hanno adottato da meno di un ventennio un modello di performance management che rischia di aggravare i gaps retributivi e di carriera tra uomini e donne. Nella prima parte del presente lavoro si spiegano le motivazioni alla base di tale affermazione, svelandone le dinamiche legittimate da un approccio gender-neutral e dal rischio di contaminazione di bias di genere. La seconda parte fornisce una rilettura in chiave di genere di alcuni strumenti utili per la corretta gestione del ciclo delle performance nelle pubbliche amministrazioni, evidenziando come questi possano contribuire a mitigare il rischio di valutazioni viziate da bias e stereotipi.
L’applicazione delle buone prassi della valutazione delle performance nelle pubbliche amministrazioni come strategia per contrastare i bias di genere
Roberta Zonno
2025-01-01
Abstract
Le pubbliche amministrazioni italiane hanno adottato da meno di un ventennio un modello di performance management che rischia di aggravare i gaps retributivi e di carriera tra uomini e donne. Nella prima parte del presente lavoro si spiegano le motivazioni alla base di tale affermazione, svelandone le dinamiche legittimate da un approccio gender-neutral e dal rischio di contaminazione di bias di genere. La seconda parte fornisce una rilettura in chiave di genere di alcuni strumenti utili per la corretta gestione del ciclo delle performance nelle pubbliche amministrazioni, evidenziando come questi possano contribuire a mitigare il rischio di valutazioni viziate da bias e stereotipi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


