Il contributo analizza la possibilità e i limiti della traduzione algoritmica del giudizio morale, assumendo come caso esemplare il problema delle auto a guida autonoma nei contesti di danno inevitabile. A partire dal dibattito sull’“algoritmo morale” dei veicoli senza conducente, il testo mette in discussione sia l’idea che il pensiero umano possa essere ridotto a un formalismo logico, sia la legittimità della delega alla macchina di decisioni eminentemente etiche.Il saggio sostiene che la pretesa di codificare un’etica algoritmica rischia di incorrere nella fallacia naturalistica e di misconoscere la natura incarnata, contestuale e irriducibilmente esperienziale del giudizio morale umano. In questa prospettiva, la vera questione etica non riguarda solo come programmare le macchine, ma se sia opportuno affidare agli algoritmi quote crescenti della deliberazione pratica umana.
LA TRADUZIONE ALGORITMICA DEL GIUDIZIO MORALE
Saponaro Maria Benedetta
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza la possibilità e i limiti della traduzione algoritmica del giudizio morale, assumendo come caso esemplare il problema delle auto a guida autonoma nei contesti di danno inevitabile. A partire dal dibattito sull’“algoritmo morale” dei veicoli senza conducente, il testo mette in discussione sia l’idea che il pensiero umano possa essere ridotto a un formalismo logico, sia la legittimità della delega alla macchina di decisioni eminentemente etiche.Il saggio sostiene che la pretesa di codificare un’etica algoritmica rischia di incorrere nella fallacia naturalistica e di misconoscere la natura incarnata, contestuale e irriducibilmente esperienziale del giudizio morale umano. In questa prospettiva, la vera questione etica non riguarda solo come programmare le macchine, ma se sia opportuno affidare agli algoritmi quote crescenti della deliberazione pratica umana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


