Il rumore aeroportuale rappresenta una notevole fonte di disturbo per le comunità vicine agli aeroporti e, come forma di inquinamento acustico, può quindi influire direttamente sulla qualità ambientale e sull’attrattività dei territori circostanti. La regolamentazione regionale, nazionale e comunitaria stabilisce limiti chiari per l'inquinamento acustico degli aeroporti, con sistemi di monitoraggio costante per valutare il rumore nelle immediate vicinanze. Questo monitoraggio è un efficace strumento per gestire l'inquinamento acustico e analizzare l'impatto ambientale del rumore aeroportuale. In questo contesto, il caso pugliese rappresenta un interessante ambito di analisi, considerando che i principali scali – Bari e Brindisi – localizzati in area costiera, sono degli asset fondamentali della Blue Economy regionale e gli altri due – Foggia e Grottaglie – sono comunque elementi fondamentali della struttura produttiva regionale. La Puglia ha recentemente presentato il Piano strategico 2023-2028 per il potenziamento e rilancio dei suoi aeroporti, e vanta al contempo un asset aeroportuale diversificato in termini di tipologia di traffico, con strutture di elevata qualità tecnologica e professionale. Gli scenari futuri di sviluppo del traffico aeroportuale, differenziati in base alla tipologia di traffico, rendono l’analisi del rumore aeroportuale nei pressi dei quattro scali della rete pugliese di particolare interesse. Durante il periodo di analisi compreso tra gennaio 2010 e marzo 2023, si è riscontrato un aumento generalizzato del rumore nei principali aeroporti pugliesi. Questo incremento è stato temporaneamente mitigato durante la pandemia da COVID 19 ma ha poi ripreso a crescere parallelamente all’aumento del traffico aereo, evidenziando la necessità di implementare politiche attive di mitigazione. Questo studio fornisce le basi per future ricerche che possono essere di supporto ai policy makers per la tutela dei residenti e dei visitatori dai disturbi acustici aeroportuali, una sfida crescente viste le prospettive di aumento della domanda di trasporto aereo in Italia e il posizionamento strategico del territorio regionale per cogliere i benefici dello sviluppo turistico.

Gli effetti del rumore aeroportuale sulle comunità locali: il caso pugliese

Elsa Amaddeo;Mario Intini
;
Federica Nuzzo;Ada Spiru
2024-01-01

Abstract

Il rumore aeroportuale rappresenta una notevole fonte di disturbo per le comunità vicine agli aeroporti e, come forma di inquinamento acustico, può quindi influire direttamente sulla qualità ambientale e sull’attrattività dei territori circostanti. La regolamentazione regionale, nazionale e comunitaria stabilisce limiti chiari per l'inquinamento acustico degli aeroporti, con sistemi di monitoraggio costante per valutare il rumore nelle immediate vicinanze. Questo monitoraggio è un efficace strumento per gestire l'inquinamento acustico e analizzare l'impatto ambientale del rumore aeroportuale. In questo contesto, il caso pugliese rappresenta un interessante ambito di analisi, considerando che i principali scali – Bari e Brindisi – localizzati in area costiera, sono degli asset fondamentali della Blue Economy regionale e gli altri due – Foggia e Grottaglie – sono comunque elementi fondamentali della struttura produttiva regionale. La Puglia ha recentemente presentato il Piano strategico 2023-2028 per il potenziamento e rilancio dei suoi aeroporti, e vanta al contempo un asset aeroportuale diversificato in termini di tipologia di traffico, con strutture di elevata qualità tecnologica e professionale. Gli scenari futuri di sviluppo del traffico aeroportuale, differenziati in base alla tipologia di traffico, rendono l’analisi del rumore aeroportuale nei pressi dei quattro scali della rete pugliese di particolare interesse. Durante il periodo di analisi compreso tra gennaio 2010 e marzo 2023, si è riscontrato un aumento generalizzato del rumore nei principali aeroporti pugliesi. Questo incremento è stato temporaneamente mitigato durante la pandemia da COVID 19 ma ha poi ripreso a crescere parallelamente all’aumento del traffico aereo, evidenziando la necessità di implementare politiche attive di mitigazione. Questo studio fornisce le basi per future ricerche che possono essere di supporto ai policy makers per la tutela dei residenti e dei visitatori dai disturbi acustici aeroportuali, una sfida crescente viste le prospettive di aumento della domanda di trasporto aereo in Italia e il posizionamento strategico del territorio regionale per cogliere i benefici dello sviluppo turistico.
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