Il mercato dà evidenza della circostanza che pacchetti azionari di diverse dimensioni o titoli incorporanti diritti patrimoniali e amministrativi differenti, pur relativi alla medesima società, sono negoziati a prezzi che esprimono scarti anche molto rilevanti tra loro. Sul piano metodologico, non è agevole riportare questa evidenza alla costruzione di un modello oggettivo di riconoscimento e di misurazione di questi scarti, definiti come premi e sconti. Anche perché il mercato apprezza per intuizione, sulla base dei rendimenti e dei rischi che intravede e che percepisce, senza porsi il problema di definire, con un certo rigore, basi concettuali, standard applicativi e formule valutative. Questo compito è lasciato alla teoria. Al fine di evitare che l’applicazione di premi e sconti si trasformi in una serie di più o meno eleganti “regole del pollice” (“rules of thumb”), rimesse alla sensibilità e all’esperienza del valutatore, ma altresì “adattabili” discrezionalmente alle esigenze specifiche dei vari contesti in cui la valutazione si svolge, si rende necessario uno sforzo che sia in grado di individuare le circostanze specifiche nelle quali tali correttivi devono applicarsi, definendo gli standard di valore e indicando i corretti riferimenti per la loro misurazione. Premi e sconti devono essere in grado di catturare, in modo selettivo, le differenze esistenti nelle caratteristiche che concorrono a determinare il prezzo “fatto” (o “fattibile”, detto fair market value) di un titolo rispetto a quelle che determinano il valore fondamentale di riferimento del medesimo titolo (in genere coincidente con la ripartizione proporzionale del valore economico del capitale in corrispondenza dei corretti standard di valore). Dalle considerazioni appena svolte, nasce l’idea di questo volume. Il fil rouge che annoda e tiene insieme i diversi contributi è quello di esaminare le principali tipologie di premi e di sconti che si applicano nell’ambito della valutazione di aziende, pacchetti azionari o quote societarie e singoli titoli, studiandone le condizioni e i confini della loro individuazione e applicazione, i presupposti concettuali, le basi di valore sulle quali devono essere computati, allo scopo di fornire una sistematizzazione delle problematiche valutative ad essi riconducibili e di operare il tentativo di definire una cornice concettuale di riferimento per individuare correttamente le condizioni di applicazione e, con le cautele indispensabili e nei limiti consentiti, misurarli nell’ambito del complessivo processo di valutazione.

PREMI E SCONTI NELLA VALUTAZIONE DELLE AZIENDE

Romano Mauro
2021-01-01

Abstract

Il mercato dà evidenza della circostanza che pacchetti azionari di diverse dimensioni o titoli incorporanti diritti patrimoniali e amministrativi differenti, pur relativi alla medesima società, sono negoziati a prezzi che esprimono scarti anche molto rilevanti tra loro. Sul piano metodologico, non è agevole riportare questa evidenza alla costruzione di un modello oggettivo di riconoscimento e di misurazione di questi scarti, definiti come premi e sconti. Anche perché il mercato apprezza per intuizione, sulla base dei rendimenti e dei rischi che intravede e che percepisce, senza porsi il problema di definire, con un certo rigore, basi concettuali, standard applicativi e formule valutative. Questo compito è lasciato alla teoria. Al fine di evitare che l’applicazione di premi e sconti si trasformi in una serie di più o meno eleganti “regole del pollice” (“rules of thumb”), rimesse alla sensibilità e all’esperienza del valutatore, ma altresì “adattabili” discrezionalmente alle esigenze specifiche dei vari contesti in cui la valutazione si svolge, si rende necessario uno sforzo che sia in grado di individuare le circostanze specifiche nelle quali tali correttivi devono applicarsi, definendo gli standard di valore e indicando i corretti riferimenti per la loro misurazione. Premi e sconti devono essere in grado di catturare, in modo selettivo, le differenze esistenti nelle caratteristiche che concorrono a determinare il prezzo “fatto” (o “fattibile”, detto fair market value) di un titolo rispetto a quelle che determinano il valore fondamentale di riferimento del medesimo titolo (in genere coincidente con la ripartizione proporzionale del valore economico del capitale in corrispondenza dei corretti standard di valore). Dalle considerazioni appena svolte, nasce l’idea di questo volume. Il fil rouge che annoda e tiene insieme i diversi contributi è quello di esaminare le principali tipologie di premi e di sconti che si applicano nell’ambito della valutazione di aziende, pacchetti azionari o quote societarie e singoli titoli, studiandone le condizioni e i confini della loro individuazione e applicazione, i presupposti concettuali, le basi di valore sulle quali devono essere computati, allo scopo di fornire una sistematizzazione delle problematiche valutative ad essi riconducibili e di operare il tentativo di definire una cornice concettuale di riferimento per individuare correttamente le condizioni di applicazione e, con le cautele indispensabili e nei limiti consentiti, misurarli nell’ambito del complessivo processo di valutazione.
2021
9788828830412
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/574462
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