Nello scenario regionale e locale emergono alcuni elementi di riflessione. Gli assetti ritenuti validi sino a qualche decennio addietro hanno mostrato qualche debolezza nel riuscire a dare slancio all’economia regionale. La produzione industriale vive una situazione di affanno, attanagliata da contesti sempre più competitivi con i quali misurarsi e il sistema dimostra di adattarsi con difficoltà ai cambiamenti e soprattutto sostiene scarsamente i processi di riconversione e di innovazione. In Puglia molti passi sono stati compiuti ma il percorso è ancora lungo. Sarebbe necessario innanzitutto migliorare la qualità totale del territorio e, con azioni chiare e incisive, liberare le energie positive, seguendo strategie coordinate e non sovrapposte. Ciò potrebbe consentire l’attivazione di un processo virtuoso tra i diversi settori dell’economia regionale, indicando nuove centralità per lo sviluppo locale, non tralasciando le vecchie centralità, ma accompagnando tutto ciò che emerge dal tessuto locale sul piano delle risorse e dei settori da valorizzare. Il turismo in Puglia ha una rilevanza economica da non sottovalutare sia per l’attivazione dei consumi interni che per il valore aggiunto che dai dati si presenta superiore a quello dei settori portanti dell’economia regionale come il tessile-abbigliamento, il calzaturiero e l’agroalimentare. Inoltre, il turismo va guardato in un’ottica più allargata rispetto a tutto ciò che può attivare in modo indotto e alle ricadute sugli altri settori economici (edilizia, commercio, artigianato, trasporti etc.), oltre che alla valenza in termini di occupazione e alla consapevolezza del momento di crisi in cui attualmente versano i settori produttivi. Il Salento leccese si inserisce in questa prospettiva anche perché, come è stato detto, rappresenta uno dei territori cresciuti maggiormente dal punto di vista turistico a livello regionale, sia per la capacità della città di Lecce nel valorizzare e rendere più attrattivo il patrimonio naturale e culturale e consentire un turismo urbano che punta alla qualità dell’offerta e alla promozione di manifestazioni ed eventi distribuiti lungo l’arco dell’anno che dell’area salentina, in cui si pratica soprattutto il turismo balneare, ma che negli ultimi decenni sta attivando azioni interessanti anche per praticare altri tipi di turismo in modo efficace.

Le nuove centralità dello sviluppo locale: il Salento nel contesto territoriale pugliese.

GRUMO, Rosalina
2011

Abstract

Nello scenario regionale e locale emergono alcuni elementi di riflessione. Gli assetti ritenuti validi sino a qualche decennio addietro hanno mostrato qualche debolezza nel riuscire a dare slancio all’economia regionale. La produzione industriale vive una situazione di affanno, attanagliata da contesti sempre più competitivi con i quali misurarsi e il sistema dimostra di adattarsi con difficoltà ai cambiamenti e soprattutto sostiene scarsamente i processi di riconversione e di innovazione. In Puglia molti passi sono stati compiuti ma il percorso è ancora lungo. Sarebbe necessario innanzitutto migliorare la qualità totale del territorio e, con azioni chiare e incisive, liberare le energie positive, seguendo strategie coordinate e non sovrapposte. Ciò potrebbe consentire l’attivazione di un processo virtuoso tra i diversi settori dell’economia regionale, indicando nuove centralità per lo sviluppo locale, non tralasciando le vecchie centralità, ma accompagnando tutto ciò che emerge dal tessuto locale sul piano delle risorse e dei settori da valorizzare. Il turismo in Puglia ha una rilevanza economica da non sottovalutare sia per l’attivazione dei consumi interni che per il valore aggiunto che dai dati si presenta superiore a quello dei settori portanti dell’economia regionale come il tessile-abbigliamento, il calzaturiero e l’agroalimentare. Inoltre, il turismo va guardato in un’ottica più allargata rispetto a tutto ciò che può attivare in modo indotto e alle ricadute sugli altri settori economici (edilizia, commercio, artigianato, trasporti etc.), oltre che alla valenza in termini di occupazione e alla consapevolezza del momento di crisi in cui attualmente versano i settori produttivi. Il Salento leccese si inserisce in questa prospettiva anche perché, come è stato detto, rappresenta uno dei territori cresciuti maggiormente dal punto di vista turistico a livello regionale, sia per la capacità della città di Lecce nel valorizzare e rendere più attrattivo il patrimonio naturale e culturale e consentire un turismo urbano che punta alla qualità dell’offerta e alla promozione di manifestazioni ed eventi distribuiti lungo l’arco dell’anno che dell’area salentina, in cui si pratica soprattutto il turismo balneare, ma che negli ultimi decenni sta attivando azioni interessanti anche per praticare altri tipi di turismo in modo efficace.
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