The Piano delle Fosse Granarie2 can be seen as an open-air educational space, an example of situated learning rooted in historical memory and community identity. As an agricultural archive and civic resource, it offers opportunities for active citizenship, cultural ecology and social cohesion. The association of this site with Giuseppe Di Vittorio, a local figure emblematic of social redemption and educational engagement, reinforces its value as a living, transformative memory. Through a hermeneutic-pedagogical perspective, the Piano is seen not only as a monument but also as a symbolic learning environment that promotes informal, community-based educational practices (Global Network of Learning Cities, UNESCO, 2015). It embodies a territorial pedagogy in which spaces of collective memory become catalysts for social connections and future-oriented learning.

Il Piano delle Fosse Granarie3 come spazio pedagogico all’aperto, emblematico di un apprendimento situato, incarnato nella memoria storica e comunitaria. Un archivio a cielo aperto del passato agricolo, ma anche risorsa educativa che può divenire laboratorio per la cittadinanza attiva, l’ecologia culturale, la coesione sociale. In tale prospettiva, il richiamo alla figura di Giuseppe Di Vittorio, nativo del posto, permette di ancorare la proposta educativa a una memoria storica viva e generativa. La sua biografia, intrisa di riscatto sociale e impegno formativo, si presta a essere riattualizzata come strumento pedagogico per una narrazione critica e trasformativa del territorio. Attraverso un approccio pedagogico-ermeneutico, si ripensa il Piano non solo come monumento, ma come dispositivo simbolico e formativo, in grado di generare pratiche educative informali e comunitarie (Global Network of Learning Cities, UNESCO 2015). Si vuol promuovere una pedagogia del territorio, che riconosca nei luoghi della memoria collettiva ambienti di apprendimento capaci di generare legami sociali, coesione culturale e progettualità educativa; il territorio si trasforma in testo educativo vivo, dove il passato si rende disponibile al futuro attraverso processi di rinarrazione comunitaria.

Apprendimento e pedagogia dei territori: il Piano delle Fosse Granarie come dispositivo simbolico e formativo

Gennaro Balzano
;
Vito Balzano
2025-01-01

Abstract

The Piano delle Fosse Granarie2 can be seen as an open-air educational space, an example of situated learning rooted in historical memory and community identity. As an agricultural archive and civic resource, it offers opportunities for active citizenship, cultural ecology and social cohesion. The association of this site with Giuseppe Di Vittorio, a local figure emblematic of social redemption and educational engagement, reinforces its value as a living, transformative memory. Through a hermeneutic-pedagogical perspective, the Piano is seen not only as a monument but also as a symbolic learning environment that promotes informal, community-based educational practices (Global Network of Learning Cities, UNESCO, 2015). It embodies a territorial pedagogy in which spaces of collective memory become catalysts for social connections and future-oriented learning.
2025
Il Piano delle Fosse Granarie3 come spazio pedagogico all’aperto, emblematico di un apprendimento situato, incarnato nella memoria storica e comunitaria. Un archivio a cielo aperto del passato agricolo, ma anche risorsa educativa che può divenire laboratorio per la cittadinanza attiva, l’ecologia culturale, la coesione sociale. In tale prospettiva, il richiamo alla figura di Giuseppe Di Vittorio, nativo del posto, permette di ancorare la proposta educativa a una memoria storica viva e generativa. La sua biografia, intrisa di riscatto sociale e impegno formativo, si presta a essere riattualizzata come strumento pedagogico per una narrazione critica e trasformativa del territorio. Attraverso un approccio pedagogico-ermeneutico, si ripensa il Piano non solo come monumento, ma come dispositivo simbolico e formativo, in grado di generare pratiche educative informali e comunitarie (Global Network of Learning Cities, UNESCO 2015). Si vuol promuovere una pedagogia del territorio, che riconosca nei luoghi della memoria collettiva ambienti di apprendimento capaci di generare legami sociali, coesione culturale e progettualità educativa; il territorio si trasforma in testo educativo vivo, dove il passato si rende disponibile al futuro attraverso processi di rinarrazione comunitaria.
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