Galimberti, nel 2014, diceva «il futuro non è più una promessa». Benasayag oggi, andando oltre, afferma «il futuro è una minaccia» perché ci lascia spiazzati di fronte all’avvento delle tecnologie e dell’AI che controllano i meccanismi di sviluppo non solo sociali ed economici ma anche culturali ed umani. Di fronte a questa minaccia rifugiarsi nella tecnologia tentando di imitarne il funzionamento sembra essere l’unica possibilità per l’uomo di sopravvivere. Ma l’uomo può davvero abdicare alla sua umanità? Il contributo intende riflettere su queste problematiche proponendo orientamenti formativi ispirati al capability approach capaci di tutelare l’umano.

Per una pedagogia funzionante e non funzionalistica

Angela Muschitiello
2025-01-01

Abstract

Galimberti, nel 2014, diceva «il futuro non è più una promessa». Benasayag oggi, andando oltre, afferma «il futuro è una minaccia» perché ci lascia spiazzati di fronte all’avvento delle tecnologie e dell’AI che controllano i meccanismi di sviluppo non solo sociali ed economici ma anche culturali ed umani. Di fronte a questa minaccia rifugiarsi nella tecnologia tentando di imitarne il funzionamento sembra essere l’unica possibilità per l’uomo di sopravvivere. Ma l’uomo può davvero abdicare alla sua umanità? Il contributo intende riflettere su queste problematiche proponendo orientamenti formativi ispirati al capability approach capaci di tutelare l’umano.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/571629
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact