This paper explores the role of research training within the framework of the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR), considering doctoral education as a strategic space for addressing ecological and digital transitions from a human-centered and sustainable perspective. Interpreting the PNRR not merely as an economic policy instrument but as a cultural and epistemic framework, the contribution develops a theoretical reflection on the relationship between education, research, and project design, highlighting the need for epistemic and ethical responsibility in knowledge production. Drawing on recent perspectives in contemporary educational theory, the article conceptualizes doctoral training as a laboratory of transformative projectivity, capable of integrating innovation, sustainability, and inclusion, and of orienting development toward qualitative, solidarity-based, and intergenerational forms of growth. In this view, the University is called upon to reaffirm its civic mission, contributing to the construction of more resilient and socially responsible communities.

Il contributo intende interrogare il ruolo della formazione alla ricerca nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), assumendo il terzo livello della formazione universitaria come spazio strategico per affrontare le transizioni ecologica e digitale in una prospettiva umano-sostenibile. Muovendo da una lettura del PNRR come dispositivo culturale oltre che politico-economico, il saggio propone una riflessione interdisciplinare sul nesso formazione-ricerca-progettazione, evidenziando la necessità di una responsabilità epistemica ed etica nella produzione di conoscenza. In dialogo con i contributi più recenti della pedagogia contemporanea, del diritto e dell’economia, l’articolo interpreta la formazione dottorale come laboratorio di progettualità trasformativa, capace di integrare innovazione, sostenibilità e inclusione, e di orientare lo sviluppo verso forme di crescita qualitativa, solidale e intergenerazionale. In questa prospettiva, l’Università è chiamata a riaffermare la propria funzione civile, contribuendo alla costruzione di comunità più consapevoli e resilienti.

PNRR e ricerca per l’innovazione e la transizione ecologica e digitale

A. Schiedi;A. Riccardi;F. Perchinunno;C. Amatulli;R. Leopizzi
2025-01-01

Abstract

This paper explores the role of research training within the framework of the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR), considering doctoral education as a strategic space for addressing ecological and digital transitions from a human-centered and sustainable perspective. Interpreting the PNRR not merely as an economic policy instrument but as a cultural and epistemic framework, the contribution develops a theoretical reflection on the relationship between education, research, and project design, highlighting the need for epistemic and ethical responsibility in knowledge production. Drawing on recent perspectives in contemporary educational theory, the article conceptualizes doctoral training as a laboratory of transformative projectivity, capable of integrating innovation, sustainability, and inclusion, and of orienting development toward qualitative, solidarity-based, and intergenerational forms of growth. In this view, the University is called upon to reaffirm its civic mission, contributing to the construction of more resilient and socially responsible communities.
2025
9791281877023
Il contributo intende interrogare il ruolo della formazione alla ricerca nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), assumendo il terzo livello della formazione universitaria come spazio strategico per affrontare le transizioni ecologica e digitale in una prospettiva umano-sostenibile. Muovendo da una lettura del PNRR come dispositivo culturale oltre che politico-economico, il saggio propone una riflessione interdisciplinare sul nesso formazione-ricerca-progettazione, evidenziando la necessità di una responsabilità epistemica ed etica nella produzione di conoscenza. In dialogo con i contributi più recenti della pedagogia contemporanea, del diritto e dell’economia, l’articolo interpreta la formazione dottorale come laboratorio di progettualità trasformativa, capace di integrare innovazione, sostenibilità e inclusione, e di orientare lo sviluppo verso forme di crescita qualitativa, solidale e intergenerazionale. In questa prospettiva, l’Università è chiamata a riaffermare la propria funzione civile, contribuendo alla costruzione di comunità più consapevoli e resilienti.
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