L’articolo ha ad oggetto il tema, di particolare rilevanza pratica, riguardante gli effetti prodotti dagli eventi interruttivi verificatisi a carico della parte e mai dichiarati o notificati dal difensore, sulla notificazione della sentenza e sul giudizio di impugnazione. Il problema deriva dalle lacune della legge, che non regola la questione. La giurisprudenza delle Sezioni unite della Cassazione, nel corso degli anni, ha oscillato tra due opposte tesi: la prima, che esige sempre e comunque che l’impugnazione sia proposta da e contro le “giuste parti”, se si è verificato un evento interruttivo mai comunicato o notificato dal difensore; la seconda, che consente difensore, che non aveva dichiarato l’evento, di continuare a rappresentare la parte, in base al principio di ultrattività della procura. Di recente, le Sezioni unite hanno affermato ancora una volta la validità della seconda tesi che, in effetti, sembra quella più rispettosa delle norme contenute nel codice di procedura civile. Nonostante questo, la soluzione scelta dalla Corte non è del tutto soddisfacente, perché rischia di penalizzare le “giuste parti”, le quali potrebbero ignorare l’esistenza del giudizio. Pertanto, sembra più opportuno che il problema venga risolto dal legislatore
Eventi interruttivi, ultrattività della procura e «giuste parti» del giudizio di impugnazione
Francesco Saverio Damiani
2014-01-01
Abstract
L’articolo ha ad oggetto il tema, di particolare rilevanza pratica, riguardante gli effetti prodotti dagli eventi interruttivi verificatisi a carico della parte e mai dichiarati o notificati dal difensore, sulla notificazione della sentenza e sul giudizio di impugnazione. Il problema deriva dalle lacune della legge, che non regola la questione. La giurisprudenza delle Sezioni unite della Cassazione, nel corso degli anni, ha oscillato tra due opposte tesi: la prima, che esige sempre e comunque che l’impugnazione sia proposta da e contro le “giuste parti”, se si è verificato un evento interruttivo mai comunicato o notificato dal difensore; la seconda, che consente difensore, che non aveva dichiarato l’evento, di continuare a rappresentare la parte, in base al principio di ultrattività della procura. Di recente, le Sezioni unite hanno affermato ancora una volta la validità della seconda tesi che, in effetti, sembra quella più rispettosa delle norme contenute nel codice di procedura civile. Nonostante questo, la soluzione scelta dalla Corte non è del tutto soddisfacente, perché rischia di penalizzare le “giuste parti”, le quali potrebbero ignorare l’esistenza del giudizio. Pertanto, sembra più opportuno che il problema venga risolto dal legislatoreI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


