Nell’opera heideggeriana, la figura di Anassimandro è sempre apparsa in qualche misura marginale rispetto a quella degli altri due pensatori presocratici, Parmenide ed Eraclito . Tuttavia, la pubblicazione del corso marburghese del 1926, I concetti fondamentali della filosofia antica, e del corso friburghese del 1932, L’inizio della filosofia occidentale. Interpretazione di Anassimandro e Parmenide , insieme alla pubblicazione di alcuni dei cosiddetti Trattati inediti , che sono andati ad affiancare il noto saggio sul Detto di Anassimandro e il corso sui Concetti fondamentali , consente oggi forse di valutare l’estrema importanza che Anassimandro riveste nella filosofia heideggeriana, a partire, in modo particolare, dalla centralità che viene riservata al concetto di ἄπειρον in connessione con le nozioni di ἀλήθεια (verità, non-velamento) e di Anfang (inizio).
Ἅ-ΠΕΙΡΟΝ/ Ἀ-ΛΗΘΕΙΑ. Anassimandro e il pensiero dell'Inizio di Martin Heidegger
Giuseppina Strummiello
2025-01-01
Abstract
Nell’opera heideggeriana, la figura di Anassimandro è sempre apparsa in qualche misura marginale rispetto a quella degli altri due pensatori presocratici, Parmenide ed Eraclito . Tuttavia, la pubblicazione del corso marburghese del 1926, I concetti fondamentali della filosofia antica, e del corso friburghese del 1932, L’inizio della filosofia occidentale. Interpretazione di Anassimandro e Parmenide , insieme alla pubblicazione di alcuni dei cosiddetti Trattati inediti , che sono andati ad affiancare il noto saggio sul Detto di Anassimandro e il corso sui Concetti fondamentali , consente oggi forse di valutare l’estrema importanza che Anassimandro riveste nella filosofia heideggeriana, a partire, in modo particolare, dalla centralità che viene riservata al concetto di ἄπειρον in connessione con le nozioni di ἀλήθεια (verità, non-velamento) e di Anfang (inizio).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


