Il volume raccoglie i contributi presentati durante una conferenza svoltasi nel dicembre 2019 presso la Facoltà di Teologia della Humboldt Universität di Berlino, in occasione dell’avvio del progetto “Jews and Christians in the First Three Centuries CE”. Nell’introduzione, i curatori mettono in luce come la metafora del “Parting of the Ways”, introdotta da James Dunn una trentina di anni or sono, sia stata foriera di uno dei più ampi dibattiti che le storie del cristianesimo e del giudaismo abbiano registrato. La rigidità del modello binario implicito nella metafora, che pure riconosceva l’esistenza di un periodo di con-fusione fra giudaismo e cristianesimo almeno per i primi secoli dell’Era Volgare, è stata infatti contestata su basi differenti. Una delle critiche più significative è nata dalla difficoltà di far corrispondere ai concetti di “cristiani” ed “ebrei”, per quest’epoca iniziale, gruppi sociologicamente e storicamente distinti e distinguibili. Nel periodo storico post-gesuano, in effetti, non è corretto parlare di due movimenti religiosi, bensì occorre pensare a diversi gruppi di seguaci di Gesù, che si intersecavano e sovrapponevano, interagendo fra loro sul piano tanto sociale quanto religioso.

Scheda di J. Schröter, B. A. Edsall, J. Verheyden (eds.), Jews and Christians – Parting Ways in the First Two Centuries CE. Reflections on the Gains and Losses of a Model, De Gruyter, Berlin-Boston 2021.

Carnevale Laura
2025-01-01

Abstract

Il volume raccoglie i contributi presentati durante una conferenza svoltasi nel dicembre 2019 presso la Facoltà di Teologia della Humboldt Universität di Berlino, in occasione dell’avvio del progetto “Jews and Christians in the First Three Centuries CE”. Nell’introduzione, i curatori mettono in luce come la metafora del “Parting of the Ways”, introdotta da James Dunn una trentina di anni or sono, sia stata foriera di uno dei più ampi dibattiti che le storie del cristianesimo e del giudaismo abbiano registrato. La rigidità del modello binario implicito nella metafora, che pure riconosceva l’esistenza di un periodo di con-fusione fra giudaismo e cristianesimo almeno per i primi secoli dell’Era Volgare, è stata infatti contestata su basi differenti. Una delle critiche più significative è nata dalla difficoltà di far corrispondere ai concetti di “cristiani” ed “ebrei”, per quest’epoca iniziale, gruppi sociologicamente e storicamente distinti e distinguibili. Nel periodo storico post-gesuano, in effetti, non è corretto parlare di due movimenti religiosi, bensì occorre pensare a diversi gruppi di seguaci di Gesù, che si intersecavano e sovrapponevano, interagendo fra loro sul piano tanto sociale quanto religioso.
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