Nel saggio “Poetica ed estetica del gesto sportivo”, Maristella Trombetta propone una riflessione sul gesto atletico come forma simbolica capace di oltrepassare la dimensione puramente tecnica e funzionale dello sport. Il cuore dell’analisi consiste nel mostrare come il gesto sportivo non sia soltanto esecuzione regolata o performance misurabile, ma evento espressivo in cui si intrecciano corporeità, intenzionalità e costruzione di senso. L’autrice distingue con finezza tra dimensione poetica ed estetica: la prima riguarda la genesi del gesto, la sua configurazione come atto creativo che prende forma nell’allenamento, nella disciplina e nella relazione con la regola; la seconda concerne invece le condizioni della sua percezione, interpretazione e valutazione. Il gesto si dà così come figura temporale e spaziale, strutturata ma aperta all’imprevisto, in cui tecnica e invenzione non si oppongono, bensì si co-appartengono. Particolare rilievo assume l’idea che la bellezza sportiva non coincida con l’effetto spettacolare o con la sola efficacia agonistica: essa emerge piuttosto dall’armonia tra misura e libertà, dall’economia del movimento, dalla coerenza interna dell’azione. In questa prospettiva, lo sport diventa un laboratorio privilegiato per interrogare il rapporto tra corpo e forma, tra norma e singolarità, tra ripetizione e irripetibilità dell’istante. Il saggio si configura dunque come un contributo teorico che restituisce al gesto atletico la sua densità culturale e simbolica, proponendo un’estetica dello sport intesa non come abbellimento retorico, ma come strumento critico capace di comprendere la struttura espressiva dell’azione incarnata.

Poetica ed estetica del gesto sportivo

Maristella Trombetta
2026-01-01

Abstract

Nel saggio “Poetica ed estetica del gesto sportivo”, Maristella Trombetta propone una riflessione sul gesto atletico come forma simbolica capace di oltrepassare la dimensione puramente tecnica e funzionale dello sport. Il cuore dell’analisi consiste nel mostrare come il gesto sportivo non sia soltanto esecuzione regolata o performance misurabile, ma evento espressivo in cui si intrecciano corporeità, intenzionalità e costruzione di senso. L’autrice distingue con finezza tra dimensione poetica ed estetica: la prima riguarda la genesi del gesto, la sua configurazione come atto creativo che prende forma nell’allenamento, nella disciplina e nella relazione con la regola; la seconda concerne invece le condizioni della sua percezione, interpretazione e valutazione. Il gesto si dà così come figura temporale e spaziale, strutturata ma aperta all’imprevisto, in cui tecnica e invenzione non si oppongono, bensì si co-appartengono. Particolare rilievo assume l’idea che la bellezza sportiva non coincida con l’effetto spettacolare o con la sola efficacia agonistica: essa emerge piuttosto dall’armonia tra misura e libertà, dall’economia del movimento, dalla coerenza interna dell’azione. In questa prospettiva, lo sport diventa un laboratorio privilegiato per interrogare il rapporto tra corpo e forma, tra norma e singolarità, tra ripetizione e irripetibilità dell’istante. Il saggio si configura dunque come un contributo teorico che restituisce al gesto atletico la sua densità culturale e simbolica, proponendo un’estetica dello sport intesa non come abbellimento retorico, ma come strumento critico capace di comprendere la struttura espressiva dell’azione incarnata.
2026
9791224412380
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/569581
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact