Nel 1616, Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino inaugurava l’Accademia del nudo a Cento. In essa, appena venticinquenne impartisce lezioni ai suoi allievi e per coordinare l’attività didattica e le continue richieste dei committenti, codificò un insieme di disegni propedeutici poi diventati incisioni che il maestro emiliano raccolse in un primo manuale sussidiario. Nel corso della sua lunga vita, vedranno la luce tre album con incisioni tutte diverse tra loro. Il presente saggio si propone una prima sistematica schedatura dei sessantadue fogli ivi raccolti. Tuttavia, queste tavole non vengono esaminate solo con gli strumenti della disciplina storico-artistica, ma si è tentata anche una lettura interdisciplinare che coinvolgesse sia la cassetta degli attrezzi della semiotica, sia un approccio simbolico-politico. Sebbene l’oggetto appaia esplicitamente afferente alla storia dell’arte, infatti, ne viene fuori un testo di storia del pensiero: una riflessione, cioè, sugli spazi del disegno, sui potenziali colori, sulle linee, elementari artemi dell’elaborazione pittorica in costruzione e le motivazioni di tali scelte in quel determinato periodo storico-politico. Ed è con tali presupposti che le scelte artistiche del Guercino vanno inserite nella cultura storica e nelle filosofie dominanti che hanno circondato i suoi slanci creativi.

L’Accademia del Nudo e i Manuali del Guercino. Saggio di storie dell'arte, teoria dell'immagine e simbolica politica

LEONARDO MASONE
2024-01-01

Abstract

Nel 1616, Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino inaugurava l’Accademia del nudo a Cento. In essa, appena venticinquenne impartisce lezioni ai suoi allievi e per coordinare l’attività didattica e le continue richieste dei committenti, codificò un insieme di disegni propedeutici poi diventati incisioni che il maestro emiliano raccolse in un primo manuale sussidiario. Nel corso della sua lunga vita, vedranno la luce tre album con incisioni tutte diverse tra loro. Il presente saggio si propone una prima sistematica schedatura dei sessantadue fogli ivi raccolti. Tuttavia, queste tavole non vengono esaminate solo con gli strumenti della disciplina storico-artistica, ma si è tentata anche una lettura interdisciplinare che coinvolgesse sia la cassetta degli attrezzi della semiotica, sia un approccio simbolico-politico. Sebbene l’oggetto appaia esplicitamente afferente alla storia dell’arte, infatti, ne viene fuori un testo di storia del pensiero: una riflessione, cioè, sugli spazi del disegno, sui potenziali colori, sulle linee, elementari artemi dell’elaborazione pittorica in costruzione e le motivazioni di tali scelte in quel determinato periodo storico-politico. Ed è con tali presupposti che le scelte artistiche del Guercino vanno inserite nella cultura storica e nelle filosofie dominanti che hanno circondato i suoi slanci creativi.
2024
978-88-913-3311-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/567740
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