Negli ultimi anni, gli studi gramsciani hanno acquisito un rinnovato interesse in seno alla comunità scientifica nazionale e internazionale, e sono apparsi nuovi modelli interpretativi per le pagine dei Quaderni dal Carcere. Alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, dopo un lungo periodo di ricerche e approfondimenti, è stato organizzato dall’Istituto Gramsci il primo convegno sull’opera del pensatore di Ales, a cui hanno partecipato i maggiori eminenti intellettuali dell’epoca. In quell’occasione, prese la parola anche un valido studioso sardo trapiantato a Terni con una relazione dal titolo Note sulla poesia dialettale ternana. Il presente articolo si propone di analizzare l’approccio metodologico e l’apporto contenutistico della relazione tenuta da Raimondo Manelli in quell’occasione, su cui poco o nulla si è mai scritto, il quale si prefiggeva lo studio dei poeti ternani come banco di prova sperimentale utilizzando l’indirizzo metodologico che Gramsci aveva avanzato per le ricerche sul folclore e sul senso comune.

Osservazioni metodologiche per uno studio ‘socio-politico’ della Poesia dialettale ternana. L’intervento di Raimondo Manelli al primo convegno di studi gramsciani

LEONARDO MASONE
2024-01-01

Abstract

Negli ultimi anni, gli studi gramsciani hanno acquisito un rinnovato interesse in seno alla comunità scientifica nazionale e internazionale, e sono apparsi nuovi modelli interpretativi per le pagine dei Quaderni dal Carcere. Alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, dopo un lungo periodo di ricerche e approfondimenti, è stato organizzato dall’Istituto Gramsci il primo convegno sull’opera del pensatore di Ales, a cui hanno partecipato i maggiori eminenti intellettuali dell’epoca. In quell’occasione, prese la parola anche un valido studioso sardo trapiantato a Terni con una relazione dal titolo Note sulla poesia dialettale ternana. Il presente articolo si propone di analizzare l’approccio metodologico e l’apporto contenutistico della relazione tenuta da Raimondo Manelli in quell’occasione, su cui poco o nulla si è mai scritto, il quale si prefiggeva lo studio dei poeti ternani come banco di prova sperimentale utilizzando l’indirizzo metodologico che Gramsci aveva avanzato per le ricerche sul folclore e sul senso comune.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/567561
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