Nei primi decenni del XX secolo i compositori italiani mostrarono un profondo interesse per il patrimonio letterario antico. Primo obiettivo e aspetto innovativo di questo studio sarà ricostruire le ragioni storiche e sociologiche di questo revival. Successivamente, la ricerca indagherà come le scoperte archeologiche e papirologiche abbiano spinto gli studiosi italiani a ricercare un nuovo approccio ai testi antichi e come la figura di Ettore Romagnoli abbia avuto un ruolo centrale in questo dibattito. Oltre a ciò, Romagnoli fu mediatore fra il mondo dell’antichistica e quello della musica attraverso la rappresentazione teatrale dei testi classici tradotti sic et simpliciter. Il suo lavoro non passò inosservato: Ildebrando Pizzetti mostrò particolare interesse e partecipò attivamente come compositore per le rappresentazioni teatrali dell’INDA a Siracusa; successivamente, questo ruolo fu assunto da Gian Francesco Malipiero. È evidente, dunque, che i compositori della cosiddetta Generazione dell’Ottanta non rimasero indifferenti al dibattito sui testi classici. Un’ulteriore linea di analisi, e altro contributo originale di questo studio, riguarda il riflesso di tale interesse anche in opere di Pizzetti, Malipiero e Respighi non destinate alla rappresentazione di drammi classici. In particolare, si evidenzierà come, tra le opere ispirate al mondo antico, abbiano trovato spazio composizioni non solo per voce, ma anche per ensemble cameristico e orchestra, con un ruolo di rilievo affidato agli strumenti ad arco. Tale tendenza si inserisce in un più ampio bisogno di rinnovamento musicale che guardava all’antichità per reinterpretarla attraverso nuovi linguaggi sonori.
"Un magnifico dono della musica": la letteratura greca nella musica italiana di inizio Novecento
NICOLA GREGORIO MONTRONE
2025-01-01
Abstract
Nei primi decenni del XX secolo i compositori italiani mostrarono un profondo interesse per il patrimonio letterario antico. Primo obiettivo e aspetto innovativo di questo studio sarà ricostruire le ragioni storiche e sociologiche di questo revival. Successivamente, la ricerca indagherà come le scoperte archeologiche e papirologiche abbiano spinto gli studiosi italiani a ricercare un nuovo approccio ai testi antichi e come la figura di Ettore Romagnoli abbia avuto un ruolo centrale in questo dibattito. Oltre a ciò, Romagnoli fu mediatore fra il mondo dell’antichistica e quello della musica attraverso la rappresentazione teatrale dei testi classici tradotti sic et simpliciter. Il suo lavoro non passò inosservato: Ildebrando Pizzetti mostrò particolare interesse e partecipò attivamente come compositore per le rappresentazioni teatrali dell’INDA a Siracusa; successivamente, questo ruolo fu assunto da Gian Francesco Malipiero. È evidente, dunque, che i compositori della cosiddetta Generazione dell’Ottanta non rimasero indifferenti al dibattito sui testi classici. Un’ulteriore linea di analisi, e altro contributo originale di questo studio, riguarda il riflesso di tale interesse anche in opere di Pizzetti, Malipiero e Respighi non destinate alla rappresentazione di drammi classici. In particolare, si evidenzierà come, tra le opere ispirate al mondo antico, abbiano trovato spazio composizioni non solo per voce, ma anche per ensemble cameristico e orchestra, con un ruolo di rilievo affidato agli strumenti ad arco. Tale tendenza si inserisce in un più ampio bisogno di rinnovamento musicale che guardava all’antichità per reinterpretarla attraverso nuovi linguaggi sonori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


