Negli ultimi anni gli studi storico-artistici hanno rivalutato la scultura lignea napoletana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, a lungo oscurata dalla più nota produzione marmorea. La sua crescita fu alimentata dalla richiesta di arredi sacri da parte dei nuovi ordini religiosi – gesuiti, teatini e cappuccini – impegnati nella diffusione della spiritualità controriformata. Le fonti dell’epoca, tra cui De Dominici, confermano il dinamismo di questo settore e il forte legame con le esigenze devozionali della committenza ecclesiastica, nobiliare e vicina alla corte spagnola. Tra le famiglie di intagliatori più attive spiccano i Ferraro, i Gallo, i Maresca, i Quatraro e soprattutto gli Stellato, recentemente oggetto di rinnovato interesse critico. In questo quadro si colloca un gruppo di cinque sculture lignee policrome raffiguranti i Misteri della Passione, oggi custodite presso l’Arciconfraternita di Santo Stefano a Molfetta. Lo studio delle sculture dei Misteri di Molfetta si configura come un caso emblematico per comprendere le dinamiche operative e stilistiche che caratterizzarono uno dei settori più vivaci – e al contempo meno indagati – dell’arte sacra del primo Seicento nel Mezzogiorno italiano.

Sculture lignee napoletane in Puglia tra XVI e XVII secolo: Francesco de Salepicis e i Misteri di Molfetta

Di Liddo Isabella
2025-01-01

Abstract

Negli ultimi anni gli studi storico-artistici hanno rivalutato la scultura lignea napoletana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, a lungo oscurata dalla più nota produzione marmorea. La sua crescita fu alimentata dalla richiesta di arredi sacri da parte dei nuovi ordini religiosi – gesuiti, teatini e cappuccini – impegnati nella diffusione della spiritualità controriformata. Le fonti dell’epoca, tra cui De Dominici, confermano il dinamismo di questo settore e il forte legame con le esigenze devozionali della committenza ecclesiastica, nobiliare e vicina alla corte spagnola. Tra le famiglie di intagliatori più attive spiccano i Ferraro, i Gallo, i Maresca, i Quatraro e soprattutto gli Stellato, recentemente oggetto di rinnovato interesse critico. In questo quadro si colloca un gruppo di cinque sculture lignee policrome raffiguranti i Misteri della Passione, oggi custodite presso l’Arciconfraternita di Santo Stefano a Molfetta. Lo studio delle sculture dei Misteri di Molfetta si configura come un caso emblematico per comprendere le dinamiche operative e stilistiche che caratterizzarono uno dei settori più vivaci – e al contempo meno indagati – dell’arte sacra del primo Seicento nel Mezzogiorno italiano.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/566240
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