Il saggio affronta il tema della riconoscibilità internazionale delle decisioni del Collegio Consultivo Tecnico (CCT) alla luce della Convenzione di New York del 1958, muovendo dalla questione preliminare della natura giuridica delle determinazioni del Collegio, specie quando assumono carattere vincolante.
Dopo avere ricostruito i tratti essenziali dell’arbitrato irrituale (o “lodo contrattuale” ex art. 808-ter c.p.c.) e l’ambito di applicazione della Convenzione—con particolare attenzione alla nozione di arbitral award e al requisito della bindingness—il lavoro esamina l’orientamento consolidato della giurisprudenza italiana che ammette l’applicazione della Convenzione anche a lodi stranieri qualificabili come irrituali secondo la distinzione interna.
In chiave comparata, il contributo valorizza il precedente delle determinazioni dell’Engineer e dei Dispute Boards nei contratti FIDIC, richiamando in particolare un caso emblematico di riconoscimento in Italia di una decisione tecnica vincolante quale lodo irrituale straniero.
La trattazione si concentra poi sul CCT nel Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), distinguendo tra atti non vincolanti e determinazioni suscettibili di assumere valore di lodo contrattuale, e sviluppa le implicazioni operative (attrattività per operatori esteri, tutela della stazione appaltante, accelerazione delle procedure), nonché gli effetti sulla redazione delle clausole di gara e di contratto, in vista di una più solida proiezione internazionale delle decisioni del Collegio

La riconoscibilità internazionale delle decisioni del Collegio Consultivo Tecnico ai sensi della Convenzione di New York (1958)

U. Patroni Griffi
2025-01-01

Abstract

Il saggio affronta il tema della riconoscibilità internazionale delle decisioni del Collegio Consultivo Tecnico (CCT) alla luce della Convenzione di New York del 1958, muovendo dalla questione preliminare della natura giuridica delle determinazioni del Collegio, specie quando assumono carattere vincolante.
Dopo avere ricostruito i tratti essenziali dell’arbitrato irrituale (o “lodo contrattuale” ex art. 808-ter c.p.c.) e l’ambito di applicazione della Convenzione—con particolare attenzione alla nozione di arbitral award e al requisito della bindingness—il lavoro esamina l’orientamento consolidato della giurisprudenza italiana che ammette l’applicazione della Convenzione anche a lodi stranieri qualificabili come irrituali secondo la distinzione interna.
In chiave comparata, il contributo valorizza il precedente delle determinazioni dell’Engineer e dei Dispute Boards nei contratti FIDIC, richiamando in particolare un caso emblematico di riconoscimento in Italia di una decisione tecnica vincolante quale lodo irrituale straniero.
La trattazione si concentra poi sul CCT nel Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), distinguendo tra atti non vincolanti e determinazioni suscettibili di assumere valore di lodo contrattuale, e sviluppa le implicazioni operative (attrattività per operatori esteri, tutela della stazione appaltante, accelerazione delle procedure), nonché gli effetti sulla redazione delle clausole di gara e di contratto, in vista di una più solida proiezione internazionale delle decisioni del Collegio
2025
979-12-5965-596-7
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/565041
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact