Il noto divieto non è piú testimonianza di un principio ma regola tra le regole bisognosa di interpretazione in attesa di un adeguamento normativo, con maggiore articolazione della disciplina portata dall’art. 458 c.c., che renda la stessa piú consona ai tempi e piú vicina al panorama legislativo europeo nel rispetto sostanziale dei valori. Si prospetta allora, all’attualità, una delimitazione della sfera di operatività della considerata proibizione tale da escludere dal relativo àmbito le assegnazioni a struttura inter vivos con funzione successoria di singoli beni o diritti e, con specifico riferimento al patto di famiglia, le cessioni aventi ad oggetto aziende e partecipazioni societarie laddove detti ultimi beni costituiscano l’asse patrimoniale del soggetto disponente. In presenza di una attribuzione “particolare”, se del caso strutturata con meccanismi triangolari, e di profili effettuali collegati alla morte dell’ereditando, si indica conseguentemente di porsi di là dalla dicotomia (atto inter vivos/)validità (atto mortis causa/)nullità e, in ragione dei concreti interessi, di selezionare con ragionevolezza la disciplina adeguata allo specifico caso senza aprioristiche barriere.

Divieto dei patti successori e attribuzioni a causa di morte

Achille Antonio Carrabba
2025-01-01

Abstract

Il noto divieto non è piú testimonianza di un principio ma regola tra le regole bisognosa di interpretazione in attesa di un adeguamento normativo, con maggiore articolazione della disciplina portata dall’art. 458 c.c., che renda la stessa piú consona ai tempi e piú vicina al panorama legislativo europeo nel rispetto sostanziale dei valori. Si prospetta allora, all’attualità, una delimitazione della sfera di operatività della considerata proibizione tale da escludere dal relativo àmbito le assegnazioni a struttura inter vivos con funzione successoria di singoli beni o diritti e, con specifico riferimento al patto di famiglia, le cessioni aventi ad oggetto aziende e partecipazioni societarie laddove detti ultimi beni costituiscano l’asse patrimoniale del soggetto disponente. In presenza di una attribuzione “particolare”, se del caso strutturata con meccanismi triangolari, e di profili effettuali collegati alla morte dell’ereditando, si indica conseguentemente di porsi di là dalla dicotomia (atto inter vivos/)validità (atto mortis causa/)nullità e, in ragione dei concreti interessi, di selezionare con ragionevolezza la disciplina adeguata allo specifico caso senza aprioristiche barriere.
2025
978-88-495-6057-2
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