Il saggio si propone di indagare un capitolo della riflessione politico-filosofica di Giovanni Gentile sul Rinascimento, rileggendo due articoli su Francesco Petrarca, pubblicati tra il 1934 e il 1942. L’interpretazione di Gentile si colloca in una fase storica, fra la crisi dello Stato liberale e il consolidamento del regime fascista, interessata a valorizzare la dimensione politica dell’opera petrarchesca. In particolare, il filosofo di Castelvetrano, nella prospettiva del neoidealismo attualistico, legge in Petrarca il punto d’esordio della modernità, di una “rivoluzione” del pensiero, di una nuova età dello spirito, che pone la centralità dell’individuo in grado di plasmare intorno a sé un nuovo mondo.
L’umanizzazione del pensiero moderno. Il Petrarca «non filosofo» nella lettura di Giovanni Gentile
L. Mitarotondo
2025-01-01
Abstract
Il saggio si propone di indagare un capitolo della riflessione politico-filosofica di Giovanni Gentile sul Rinascimento, rileggendo due articoli su Francesco Petrarca, pubblicati tra il 1934 e il 1942. L’interpretazione di Gentile si colloca in una fase storica, fra la crisi dello Stato liberale e il consolidamento del regime fascista, interessata a valorizzare la dimensione politica dell’opera petrarchesca. In particolare, il filosofo di Castelvetrano, nella prospettiva del neoidealismo attualistico, legge in Petrarca il punto d’esordio della modernità, di una “rivoluzione” del pensiero, di una nuova età dello spirito, che pone la centralità dell’individuo in grado di plasmare intorno a sé un nuovo mondo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


