La corruzione non ha mai risparmiato alcun ordinamento concretizzandosi, sin dall’antichità, in condotte contrastanti con l’idem sentire de re pubblica, ovvero, in termini più attuali, con l’“etica pubblica”, vale a dire con quel variegato complesso di valori sociali tradotti in altrettanti principi costituzionali dalle odierne democrazie pluralistiche. L’etica pubblica, per la sua maggiore ampiezza sia nei contenuti che nei destinatari, si distingue da tutte le altre possibili etiche, individuali o di gruppo, particolari o specialistiche, compresa l’“etica istituzionale”. Infatti, mentre quest’ultima si esaurisce nelle norme che attengono al corretto comportamento degli affidatari di pubbliche funzioni, quell’altra, coinvolgendo tutti, attiene anche e soprattutto alle coscienze e alle condotte dei privati cittadini, ai modi in cui si relazionano tra di loro e con gli apparati di governo. Orbene, dato il carattere “plurioffensivo” della corruzione, capace di compromettere al contempo diversi capisaldi dell’etica pubblica, un’efficace lotta contro di essa andrebbe intesa come complessivo recupero della stessa etica, ossia impostata come una battaglia non settoriale, ma trasversale, che non escluda il contributo di nessuno e faccia leva, piuttosto che su particolari interessi economici, su più generali aspetti culturali.
La lotta alla corruzione come recupero dell’etica pubblica
Vittorio Teotonico
2023-01-01
Abstract
La corruzione non ha mai risparmiato alcun ordinamento concretizzandosi, sin dall’antichità, in condotte contrastanti con l’idem sentire de re pubblica, ovvero, in termini più attuali, con l’“etica pubblica”, vale a dire con quel variegato complesso di valori sociali tradotti in altrettanti principi costituzionali dalle odierne democrazie pluralistiche. L’etica pubblica, per la sua maggiore ampiezza sia nei contenuti che nei destinatari, si distingue da tutte le altre possibili etiche, individuali o di gruppo, particolari o specialistiche, compresa l’“etica istituzionale”. Infatti, mentre quest’ultima si esaurisce nelle norme che attengono al corretto comportamento degli affidatari di pubbliche funzioni, quell’altra, coinvolgendo tutti, attiene anche e soprattutto alle coscienze e alle condotte dei privati cittadini, ai modi in cui si relazionano tra di loro e con gli apparati di governo. Orbene, dato il carattere “plurioffensivo” della corruzione, capace di compromettere al contempo diversi capisaldi dell’etica pubblica, un’efficace lotta contro di essa andrebbe intesa come complessivo recupero della stessa etica, ossia impostata come una battaglia non settoriale, ma trasversale, che non escluda il contributo di nessuno e faccia leva, piuttosto che su particolari interessi economici, su più generali aspetti culturali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


