Il presente lavoro intende riflettere sul regionalismo al di là del regionalismodifferenziato, attraverso una specifica visuale prospettica, quella processuale.Dalle dinamiche processuali, dai dati quantitativi del contenzioso costituzionaleStato-Regioni e dalla natura di esso, possono trarsi elementi utili per una rifles-sione sistemica. In sintesi, il giudizio costituzionale in via principale e con esso iricorsi dello Stato e delle Regioni hanno raggiunto nel 2024 un dato sensibil-mente più basso rispetto alla media degli ultimi 15 anni. Tale decremento quanti-tativo non può essere spiegato alla luce di una stabilizzazione giurisprudenzialeed ermeneutica intorno al Titolo V ma deve essere imputato alla progressiva af-fermazione di meccanismi di raccordo politico, in sede extra processuale, tra Stato eRegioni. Si tratta di meccanismi che il Governo, valorizzando la natura politicadella scelta impugnatoria sottesa dal giudizio in via principale, ha tentato diprocedimentalizzare, svelando una progressiva ricerca di un punto di equilibrio,fuori dal processo, che incide sul processo e sulla forma di Stato, pur in assenzadi un quadro costituzionale idoneo a garantire effettive sedi di raccordo per lefunzioni legislative. Tuttavia, l’emersione di tali profili impone una riflessionesia sulla natura di questa sorta di “contrattazione di legittimità”, e quindi sulladisponibilità non solo delle azioni processuali ma anche del parametro di legit-timità, ossia della Costituzione, sia sulla necessità di tornare a riflettere in sensoriformatore sull’individuazione di sedi costituzionali per il raccordo tra Stato eRegioni, nelle quali non siano coinvolti esclusivamente gli esecutivi.
Il contenzioso costituzionale Stato-Regioni come Sintomo dellanecessità di riforme costituzionali ..
Nicola Pignatelli
2025-01-01
Abstract
Il presente lavoro intende riflettere sul regionalismo al di là del regionalismodifferenziato, attraverso una specifica visuale prospettica, quella processuale.Dalle dinamiche processuali, dai dati quantitativi del contenzioso costituzionaleStato-Regioni e dalla natura di esso, possono trarsi elementi utili per una rifles-sione sistemica. In sintesi, il giudizio costituzionale in via principale e con esso iricorsi dello Stato e delle Regioni hanno raggiunto nel 2024 un dato sensibil-mente più basso rispetto alla media degli ultimi 15 anni. Tale decremento quanti-tativo non può essere spiegato alla luce di una stabilizzazione giurisprudenzialeed ermeneutica intorno al Titolo V ma deve essere imputato alla progressiva af-fermazione di meccanismi di raccordo politico, in sede extra processuale, tra Stato eRegioni. Si tratta di meccanismi che il Governo, valorizzando la natura politicadella scelta impugnatoria sottesa dal giudizio in via principale, ha tentato diprocedimentalizzare, svelando una progressiva ricerca di un punto di equilibrio,fuori dal processo, che incide sul processo e sulla forma di Stato, pur in assenzadi un quadro costituzionale idoneo a garantire effettive sedi di raccordo per lefunzioni legislative. Tuttavia, l’emersione di tali profili impone una riflessionesia sulla natura di questa sorta di “contrattazione di legittimità”, e quindi sulladisponibilità non solo delle azioni processuali ma anche del parametro di legit-timità, ossia della Costituzione, sia sulla necessità di tornare a riflettere in sensoriformatore sull’individuazione di sedi costituzionali per il raccordo tra Stato eRegioni, nelle quali non siano coinvolti esclusivamente gli esecutivi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


