Il contributo presenta l’articolato palinsesto archeologico individuato in occasione delle operazioni di ristrutturazione e restauro del Teatro Lembo a Canosa di Puglia. In questo settore, frequentato fin dall’VIII secolo come documentato da una serie di capanne, è ben leggibile un incisivo intervento legato alla riorganizzazione urbana di età municipale, quando la città rinnova il suo abitato e i suoi spazi secondo il modello romano. Qui si assiste, infatti, alla realizzazione di due assi viari che definiscono tre distinti isolati, in cui si dispongono spazi privati e spazi pubblici; le vie convergono peraltro in uno slargo, forse una piazza, dove era presente un ninfeo. La nuova impostazione in parte destruttura e in parte ingloba alcune strutture pertinenti a complessi residenziali e, forse, anche pubblici, riferibili alla fase di protourbanizzazione dell’insediamento daunio. Si susseguono, dunque, soprattutto nei secoli finali dell’Impero, diversi interventi di ripristino e di risarcitura, con una sequenza di episodi costruttivi che testimoniano importanti modifiche alle strutture di età municipale. La riorganizzazione dell’area si protrae anche in età altomedievale, quando si assiste all’abbandono della rete stradale e alla rifuzionalizzazione degli spazi abitativi e pubblici con la realizzazione di fosse, utilizzate in alcuni casi come immondezzaio e, in altri casi, foderate all’interno con murature e adibite a silos per la conservazione di derrate alimentari.
Un segmento del tessuto urbano nell’area del Teatro Lembo
Maria Silvestri
2025-01-01
Abstract
Il contributo presenta l’articolato palinsesto archeologico individuato in occasione delle operazioni di ristrutturazione e restauro del Teatro Lembo a Canosa di Puglia. In questo settore, frequentato fin dall’VIII secolo come documentato da una serie di capanne, è ben leggibile un incisivo intervento legato alla riorganizzazione urbana di età municipale, quando la città rinnova il suo abitato e i suoi spazi secondo il modello romano. Qui si assiste, infatti, alla realizzazione di due assi viari che definiscono tre distinti isolati, in cui si dispongono spazi privati e spazi pubblici; le vie convergono peraltro in uno slargo, forse una piazza, dove era presente un ninfeo. La nuova impostazione in parte destruttura e in parte ingloba alcune strutture pertinenti a complessi residenziali e, forse, anche pubblici, riferibili alla fase di protourbanizzazione dell’insediamento daunio. Si susseguono, dunque, soprattutto nei secoli finali dell’Impero, diversi interventi di ripristino e di risarcitura, con una sequenza di episodi costruttivi che testimoniano importanti modifiche alle strutture di età municipale. La riorganizzazione dell’area si protrae anche in età altomedievale, quando si assiste all’abbandono della rete stradale e alla rifuzionalizzazione degli spazi abitativi e pubblici con la realizzazione di fosse, utilizzate in alcuni casi come immondezzaio e, in altri casi, foderate all’interno con murature e adibite a silos per la conservazione di derrate alimentari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


