Il ripensamento delle politiche economiche e fiscali nell’Eurozona ha costituito uno dei temi essenziali dello scorso decennio e rimane centrale nel dibattito e nelle azioni politiche che hanno fatto seguito all’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-191. La crisi economico- finanziaria del 2009 ha fatto emergere in maniera evidente le problematiche del processo integrativo connesse alla conduzione delle politiche economiche, fiscali e di bilancio ad opera degli Stati Membri. Nel contesto dell’Unione Economica e Monetaria (UEM), alle difficoltà endogene dei singoli Paesi si sono sommate le problematiche derivanti da alcune mancanze del sistema istituzionale dell’Eurozona, sbilanciato tra differenti livelli di integrazione conseguiti nei settori sopramenzionati e nell’ambito delle politiche monetarie. L’esigenza di garantire la stabilità del sistema ha comportato l’adozione di meccanismi istituzionali con il primario obiettivo di assicurare la solvibilità degli Stati Membri e rafforzare i poteri di intervento del livello sovranazionale di governo nelle determinazioni degli stessi. All’interno di questi ultimi si è, infine, proceduto ad una corposa serie di riforme di rango costituzionale e ordinario. L’assetto globale del sistema risulta profondamente modificato dal complesso di questi cambiamenti istituzionali derivanti da fonti eterogenee: intergovernative, UE e nazionali. Le modifiche non hanno seguito una dichiarata logica programmatica, rispondendo piuttosto alle esigenze contingenti del momento di adozione, in un susseguirsi di risposte adattive a crisi istituzionali e finanziarie. (…) Il percorso di analisi risulta utile ad inquadrare alcune delle criticità derivanti dal percorso di riforma della governance economica europea, come caratteristiche di un sistema che presenta dinamiche di funzionamento – come nel modello statunitense – tipiche di un federalismo cooperativo, in particolare, centralità delle negoziazioni intergovernative e un’accentuata flessibilità degli strumenti e delle allocazioni dei poteri tra i livelli di governo. In questo contesto, le competenze statali in materia di politiche di bilancio, economiche e fiscali possono costituire un elemento problematico, in considerazione dell’esigenza dei governi centrali di adottare strumenti per il coordinamento delle politiche nelle medesime materie, nonché per intervenire nelle ipotesi limite e per assicurare il rispetto di alcuni elementi minimi di disciplina fiscale.

La governance economica cooperativa. Autonomia e raccordi negli Stati Uniti e nell'Eurozona

mario iannella
2020-01-01

Abstract

Il ripensamento delle politiche economiche e fiscali nell’Eurozona ha costituito uno dei temi essenziali dello scorso decennio e rimane centrale nel dibattito e nelle azioni politiche che hanno fatto seguito all’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-191. La crisi economico- finanziaria del 2009 ha fatto emergere in maniera evidente le problematiche del processo integrativo connesse alla conduzione delle politiche economiche, fiscali e di bilancio ad opera degli Stati Membri. Nel contesto dell’Unione Economica e Monetaria (UEM), alle difficoltà endogene dei singoli Paesi si sono sommate le problematiche derivanti da alcune mancanze del sistema istituzionale dell’Eurozona, sbilanciato tra differenti livelli di integrazione conseguiti nei settori sopramenzionati e nell’ambito delle politiche monetarie. L’esigenza di garantire la stabilità del sistema ha comportato l’adozione di meccanismi istituzionali con il primario obiettivo di assicurare la solvibilità degli Stati Membri e rafforzare i poteri di intervento del livello sovranazionale di governo nelle determinazioni degli stessi. All’interno di questi ultimi si è, infine, proceduto ad una corposa serie di riforme di rango costituzionale e ordinario. L’assetto globale del sistema risulta profondamente modificato dal complesso di questi cambiamenti istituzionali derivanti da fonti eterogenee: intergovernative, UE e nazionali. Le modifiche non hanno seguito una dichiarata logica programmatica, rispondendo piuttosto alle esigenze contingenti del momento di adozione, in un susseguirsi di risposte adattive a crisi istituzionali e finanziarie. (…) Il percorso di analisi risulta utile ad inquadrare alcune delle criticità derivanti dal percorso di riforma della governance economica europea, come caratteristiche di un sistema che presenta dinamiche di funzionamento – come nel modello statunitense – tipiche di un federalismo cooperativo, in particolare, centralità delle negoziazioni intergovernative e un’accentuata flessibilità degli strumenti e delle allocazioni dei poteri tra i livelli di governo. In questo contesto, le competenze statali in materia di politiche di bilancio, economiche e fiscali possono costituire un elemento problematico, in considerazione dell’esigenza dei governi centrali di adottare strumenti per il coordinamento delle politiche nelle medesime materie, nonché per intervenire nelle ipotesi limite e per assicurare il rispetto di alcuni elementi minimi di disciplina fiscale.
2020
978-88-9391-925-8
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