Il contributo presenta i risultati delle recenti ricerche condotte in località Pietra Caduta, nella periferia meridionale di Canosa di Puglia, dove si estende un vasto complesso necropolare, inquadrabile in età daunia. La necropoli, che differisce per organizzazione ed estensione dai circoscritti nuclei sepolcrali dauni ad oggi noti nella città, testimonia l’adozione di un modello organizzativo dello spazio demico e necropolare che si discosta dal noto uso di annettere le sepolture dei gruppi familiari ai nuclei residenziali, documentando la presenza di comparti periferici del centro indigeno destinati ad accogliere una necropoli dal carattere ‘comunitario’. L’articolazione dell’area funeraria e le soluzioni adottate per la realizzazione delle tombe, prevalentemente a grotticella, sono strettamente legate alla particolare morfologia del territorio che in questo comparto è contraddistinto da quote altimetriche significativamente elevate e dall’affioramento di calcarenite. Questa peculiarità ha probabilmente influito in maniera determinante nelle scelte costruttive adoperate, che prevedevano una preventiva pianificazione degli spazi, al fine di facilitare le operazioni di calcolo dello sviluppo degli spazi ipogeici e garantire anche la fruibilità dell’area. Definire lo status dei committenti delle tombe non è semplice a causa delle sistematiche attività di violazione e di saccheggio che hanno portato alla sottrazione e alla dispersione della maggior parte degli elementi di corredo. Tuttavia, quanto risparmiato dagli scavi clandestini, reca interessanti informazioni utili a codificare i tratti della caratterizzazione sociale degli individui che qui erano sepolti, attraverso elementi che richiamano specifiche tradizioni culturali. Secondo consolidate usanze, note per l’ambito daunio, infatti gli oggetti e gli ornamenti che accompagnano i defunti riflettono specifiche ideologie funerarie e, in determinati casi, hanno lo scopo di esprimere e codificare la posizione preminente del defunto, non solo nell’ambito dell’oikos familiare ma anche nel più vasto contesto sociale.

La necropoli di Pietra Caduta

Maria Silvestri
2025-01-01

Abstract

Il contributo presenta i risultati delle recenti ricerche condotte in località Pietra Caduta, nella periferia meridionale di Canosa di Puglia, dove si estende un vasto complesso necropolare, inquadrabile in età daunia. La necropoli, che differisce per organizzazione ed estensione dai circoscritti nuclei sepolcrali dauni ad oggi noti nella città, testimonia l’adozione di un modello organizzativo dello spazio demico e necropolare che si discosta dal noto uso di annettere le sepolture dei gruppi familiari ai nuclei residenziali, documentando la presenza di comparti periferici del centro indigeno destinati ad accogliere una necropoli dal carattere ‘comunitario’. L’articolazione dell’area funeraria e le soluzioni adottate per la realizzazione delle tombe, prevalentemente a grotticella, sono strettamente legate alla particolare morfologia del territorio che in questo comparto è contraddistinto da quote altimetriche significativamente elevate e dall’affioramento di calcarenite. Questa peculiarità ha probabilmente influito in maniera determinante nelle scelte costruttive adoperate, che prevedevano una preventiva pianificazione degli spazi, al fine di facilitare le operazioni di calcolo dello sviluppo degli spazi ipogeici e garantire anche la fruibilità dell’area. Definire lo status dei committenti delle tombe non è semplice a causa delle sistematiche attività di violazione e di saccheggio che hanno portato alla sottrazione e alla dispersione della maggior parte degli elementi di corredo. Tuttavia, quanto risparmiato dagli scavi clandestini, reca interessanti informazioni utili a codificare i tratti della caratterizzazione sociale degli individui che qui erano sepolti, attraverso elementi che richiamano specifiche tradizioni culturali. Secondo consolidate usanze, note per l’ambito daunio, infatti gli oggetti e gli ornamenti che accompagnano i defunti riflettono specifiche ideologie funerarie e, in determinati casi, hanno lo scopo di esprimere e codificare la posizione preminente del defunto, non solo nell’ambito dell’oikos familiare ma anche nel più vasto contesto sociale.
2025
979-12-5995-129-8
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