La sentenza della Cassazione romana n. 116 del 9 marzo 1887 riconobbe ai cittadini romani lo jus deambulandi come diritto collettivo assimilabile agli usi civici, sulla scorta di quanto sostenuto nella memoria difensiva per il comune di Roma di Pasquale Stanislao Mancini. Essa rappresenta il primo caso di riconoscimento di una dimensione ambientale ed ecologica degli usi civici. La riforma Zucconi, varata l’anno successivo, venne ad interrompere questo processo di valorizzazione e di tutela giurisprudenziale dei diritti di uso collettivo che sarà ripreso, sempre dalla giurisprudenza, solo nel secondo dopoguerra nel rinnovato quadro valoriale della costituzione repubblicana.
Ius deambulandi come uso civico. Pasquale Stanislao Mancini e la storica sentenza della Cassazione romana sulla chiusura di Villa Borghese
Francesco Mastroberti
2025-01-01
Abstract
La sentenza della Cassazione romana n. 116 del 9 marzo 1887 riconobbe ai cittadini romani lo jus deambulandi come diritto collettivo assimilabile agli usi civici, sulla scorta di quanto sostenuto nella memoria difensiva per il comune di Roma di Pasquale Stanislao Mancini. Essa rappresenta il primo caso di riconoscimento di una dimensione ambientale ed ecologica degli usi civici. La riforma Zucconi, varata l’anno successivo, venne ad interrompere questo processo di valorizzazione e di tutela giurisprudenziale dei diritti di uso collettivo che sarà ripreso, sempre dalla giurisprudenza, solo nel secondo dopoguerra nel rinnovato quadro valoriale della costituzione repubblicana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


