L’autrice affronta la questione della (p)e(r)sistenza o meno, in capo al Commissario per gli usi civici, del potere di esercitare d’ufficio la giurisdizione. In particolare, dopo aver ripercorso le principali tappe del dibattito sviluppatosi sul punto tra Corte costituzionale e Corte di cassazione, ci si interroga sull’attualità delle argomentazioni svolte dalla Consulta a favore del riconoscimento dei poteri d’impulso del Commissario, alla luce delle novità legislative e delle più recenti pronunce costituzionali in materia, e sul conseguente problema della compatibilità dell’iniziativa d’ufficio con i principi costituzionali sul processo
Sul potere d'iniziativa d'ufficio del Commissario per gli usi civici
Roberta Tarantino
2020-01-01
Abstract
L’autrice affronta la questione della (p)e(r)sistenza o meno, in capo al Commissario per gli usi civici, del potere di esercitare d’ufficio la giurisdizione. In particolare, dopo aver ripercorso le principali tappe del dibattito sviluppatosi sul punto tra Corte costituzionale e Corte di cassazione, ci si interroga sull’attualità delle argomentazioni svolte dalla Consulta a favore del riconoscimento dei poteri d’impulso del Commissario, alla luce delle novità legislative e delle più recenti pronunce costituzionali in materia, e sul conseguente problema della compatibilità dell’iniziativa d’ufficio con i principi costituzionali sul processoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


