Si propone l'edizione critica di due epistole "de amore" del Quattrocento: la prima di Guiniforte Barzizza e la seconda, scritta a commento della prima, di Giovanni Pontano da Bergamo. Le due scritture ben delineano nei loro contenuti quelle che sono le peculiarità della riflessione umanistica sulla questione. La prima è la risposta ad un cavaliere al servizio di Alfonso d'Aragona che chiedeva a Guiniforte consigli sull'amor cortese: l'umanista, fortemente critico nei confronti delle avventure extraconiugali, rivendica come unico vero legame tra uomo e donna il matrimonio, di cui è un aspro difensore, o in alternativa la pratica di una 'virtus' improntata alla continenza e alla prudenza, secondo l'esempio di Petrarca. La seconda lettera è scritta in aperta contesa con le pagine del Barzizza: Giovanni Pontano da Bergamo infatti commenta e critica tutte le argomentazioni del suo interlocutore proponendo a sua volta (ma il testo ci è giunto mutilo) un modello di amore libero da qualsiasi vincolo contrattuale e soprattutto riprendendo alcuni topoi della misogamia classica e medievale. Il confronto fra i due testi avviene attraverso il loro inserimento nel contesto delle dispute e della trattatistica 'de amore' medievale e umanistica.

Una disputa umanistica 'de amore'. Guiniforte Barzizza e Giovanni Pontano da Bergamo

CORFIATI, CLAUDIA
2008

Abstract

Si propone l'edizione critica di due epistole "de amore" del Quattrocento: la prima di Guiniforte Barzizza e la seconda, scritta a commento della prima, di Giovanni Pontano da Bergamo. Le due scritture ben delineano nei loro contenuti quelle che sono le peculiarità della riflessione umanistica sulla questione. La prima è la risposta ad un cavaliere al servizio di Alfonso d'Aragona che chiedeva a Guiniforte consigli sull'amor cortese: l'umanista, fortemente critico nei confronti delle avventure extraconiugali, rivendica come unico vero legame tra uomo e donna il matrimonio, di cui è un aspro difensore, o in alternativa la pratica di una 'virtus' improntata alla continenza e alla prudenza, secondo l'esempio di Petrarca. La seconda lettera è scritta in aperta contesa con le pagine del Barzizza: Giovanni Pontano da Bergamo infatti commenta e critica tutte le argomentazioni del suo interlocutore proponendo a sua volta (ma il testo ci è giunto mutilo) un modello di amore libero da qualsiasi vincolo contrattuale e soprattutto riprendendo alcuni topoi della misogamia classica e medievale. Il confronto fra i due testi avviene attraverso il loro inserimento nel contesto delle dispute e della trattatistica 'de amore' medievale e umanistica.
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