I soggetti collettivi a tutela dei prodotti DOP e IGP hanno acquistato, negli ultimi anni, un’importanza crescente nel panorama europeo e nazionale. L’evoluzione del diritto europeo, infatti, ha condotto al progressivo rafforzamento delle funzioni dei c.d. gruppi di produttori come soggetti deputati non solo alla promozione e alla tutela dei segni, ma anche alla regolazione del mercato dei prodotti di qualità, ruolo ulteriormente potenziato nell’ambito dell’ultima PAC 2023-2027 e del nuovo regolamento (UE) n. 2024/1143 sui sistemi di qualità. In questo contesto, il legislatore europeo attribuisce particolare rilievo alla sostenibilità, integrandola – nelle sue dimensioni ambientale, economica e sociale – all’interno del sistema delle denominazioni protette. Tale integrazione solleva tuttavia interrogativi significativi sull’efficacia complessiva dell’impianto normativo riformato e sulla capacità dei soggetti collettivi di perseguire, in concreto, gli obiettivi individuati. Allo stesso tempo, la disciplina nazionale in materia di consorzi di tutela genera alcune questioni in merito alla rappresentatività degli operatori, all’equilibrio tra interessi collettivi e individuali e all’effettività dei meccanismi di partecipazione. Ne emerge un quadro in cui i soggetti collettivi vengono investiti del compito, da un lato, di creare nuovi modelli regolativi e di incidere sugli equilibri di mercato per migliorare le condizioni materiali degli operatori che partecipano ai regimi di qualità; dall’altro di rispondere alle sfide della modernità e di un mercato agroalimentare in continua evoluzione.
Il ruolo dei soggetti collettivi nel sistema delle indicazioni geografiche. Profili di diritto europeo e nazionale
Camilla Gernone
2025-01-01
Abstract
I soggetti collettivi a tutela dei prodotti DOP e IGP hanno acquistato, negli ultimi anni, un’importanza crescente nel panorama europeo e nazionale. L’evoluzione del diritto europeo, infatti, ha condotto al progressivo rafforzamento delle funzioni dei c.d. gruppi di produttori come soggetti deputati non solo alla promozione e alla tutela dei segni, ma anche alla regolazione del mercato dei prodotti di qualità, ruolo ulteriormente potenziato nell’ambito dell’ultima PAC 2023-2027 e del nuovo regolamento (UE) n. 2024/1143 sui sistemi di qualità. In questo contesto, il legislatore europeo attribuisce particolare rilievo alla sostenibilità, integrandola – nelle sue dimensioni ambientale, economica e sociale – all’interno del sistema delle denominazioni protette. Tale integrazione solleva tuttavia interrogativi significativi sull’efficacia complessiva dell’impianto normativo riformato e sulla capacità dei soggetti collettivi di perseguire, in concreto, gli obiettivi individuati. Allo stesso tempo, la disciplina nazionale in materia di consorzi di tutela genera alcune questioni in merito alla rappresentatività degli operatori, all’equilibrio tra interessi collettivi e individuali e all’effettività dei meccanismi di partecipazione. Ne emerge un quadro in cui i soggetti collettivi vengono investiti del compito, da un lato, di creare nuovi modelli regolativi e di incidere sugli equilibri di mercato per migliorare le condizioni materiali degli operatori che partecipano ai regimi di qualità; dall’altro di rispondere alle sfide della modernità e di un mercato agroalimentare in continua evoluzione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


