Le modalità di creazione e diffusione di contenuti online ha radicalmente cambiato il modo in cui la cultura e l’informazione sono prodotte e consumate: in via di principio, chiunque può creare un contenuto e diffonderlo. Se, in questo senso, la disintermediazione tra creazione e distribuzione di contenuti è può senz’altro leggersi nell’ottica di una sorta di democratizzazione, la quale prescinde dal filtro e dal ruolo dei gatekeeper e degli esperti, occorre però anche rilevare come tale sviluppo tecnologico-culturale comporta altresì problematiche connesse all’aumento della disinformazione e ad una generale crisi di fiducia fra comunità epistemiche e individui, idonea a comportare secondo alcuni autori una vera e propria death of expertise. L’avvento dell’informazione (e disinformazione) digitale ha coinvolto anche i mercati finanziari sotto (almeno) due profili: da un lato, nuovi soggetti digitali possono creare informazioni economico-finanziare e diffonderle online; dall’altro, gli investitori retail hanno accesso a tali informazioni al di fuori delle forme di comunicazione formalizzate tipiche del mercato finanziario.In questo senso, il contrasto alla disinformazione online in ambito finanziario appare ad oggi un tema di spiccata rilevanza, anche considerandosi come la viralità che i contenuti online possono assumere determini problematiche sia in termini di stabilità complessiva del sistema, sia in termini di manipolazione del mercato (e conseguente responsabilità). Alla luce di queste considerazioni, ilpresente saggio si evidenzierà la necessità di un approccio sistemico alla gestione delle informazioni finanziarie false ovvero inesatte, il quale mutui ove opportuno strumenti e modelli dalla disciplina di settore delineata dal t.u.f., ma che al contempoincorpori la flessibilità di una valutazione “per effetti”, costituzionalmente orientata, al fine di apprezzare la concreta rilevanza del fenomeno. In tal senso, ad una prima parte descrittiva focalizzata sui parametri costituzionali di valutazione delle forme di espressione e sulla normativa delle stesse segue una parte prescrittiva, tesa a proporre alcune possibili soluzioni al problema della disinformazione online in ambito finanziario; ciò, guardando contestualmente alle nuove regole in materia di governance delle piattaforme digitali (in primis il Digital Services Act) e alle forme alternative di gestione del contenzioso quali gli Online Dispute Resolution systems.

Disinformazione e manipolazione del mercato: instabilità e disciplina dei mercati finanziari al tempo della rete

Antonio Davola
;
2023-01-01

Abstract

Le modalità di creazione e diffusione di contenuti online ha radicalmente cambiato il modo in cui la cultura e l’informazione sono prodotte e consumate: in via di principio, chiunque può creare un contenuto e diffonderlo. Se, in questo senso, la disintermediazione tra creazione e distribuzione di contenuti è può senz’altro leggersi nell’ottica di una sorta di democratizzazione, la quale prescinde dal filtro e dal ruolo dei gatekeeper e degli esperti, occorre però anche rilevare come tale sviluppo tecnologico-culturale comporta altresì problematiche connesse all’aumento della disinformazione e ad una generale crisi di fiducia fra comunità epistemiche e individui, idonea a comportare secondo alcuni autori una vera e propria death of expertise. L’avvento dell’informazione (e disinformazione) digitale ha coinvolto anche i mercati finanziari sotto (almeno) due profili: da un lato, nuovi soggetti digitali possono creare informazioni economico-finanziare e diffonderle online; dall’altro, gli investitori retail hanno accesso a tali informazioni al di fuori delle forme di comunicazione formalizzate tipiche del mercato finanziario.In questo senso, il contrasto alla disinformazione online in ambito finanziario appare ad oggi un tema di spiccata rilevanza, anche considerandosi come la viralità che i contenuti online possono assumere determini problematiche sia in termini di stabilità complessiva del sistema, sia in termini di manipolazione del mercato (e conseguente responsabilità). Alla luce di queste considerazioni, ilpresente saggio si evidenzierà la necessità di un approccio sistemico alla gestione delle informazioni finanziarie false ovvero inesatte, il quale mutui ove opportuno strumenti e modelli dalla disciplina di settore delineata dal t.u.f., ma che al contempoincorpori la flessibilità di una valutazione “per effetti”, costituzionalmente orientata, al fine di apprezzare la concreta rilevanza del fenomeno. In tal senso, ad una prima parte descrittiva focalizzata sui parametri costituzionali di valutazione delle forme di espressione e sulla normativa delle stesse segue una parte prescrittiva, tesa a proporre alcune possibili soluzioni al problema della disinformazione online in ambito finanziario; ciò, guardando contestualmente alle nuove regole in materia di governance delle piattaforme digitali (in primis il Digital Services Act) e alle forme alternative di gestione del contenzioso quali gli Online Dispute Resolution systems.
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