La gestione dei flussi migratori si caratterizza per l’elevata complessità organizzativa legata non solo agli aspetti prettamente logistici, come la disponibilità e la conduzione di strutture adeguate all’accoglienza, ma anche e soprattutto alle difficoltà che le istituzioni pubbliche devono affrontare nel delicato compito di mediare le conflittualità - spesso esasperate - tra gli interessi contrapposti manifestati da cittadini autoctoni e immigrati. Gli enti locali, ormai da decenni, provano ad individuare le soluzioni con le quali soddisfare, in modo bilanciato tali interessi. L’obiettivo non è soltanto quello di provare a garantire indistintamente i diritti fondamentali della persona ma anche di operare - seguendo un approccio olistico - per uno sviluppo sostenibile del territorio, integrando le misure di accoglienza nelle strategie di sviluppo e di coesione sociale . In generale, si è passati da interventi estemporanei, fondati prevalentemente sul volontariato, a interventi definiti in modo strutturato e interattivo prevedendo anche un forte coinvolgimento di attori locali sia pubblici che privati. Tale coinvolgimento, in particolare, è strumentale per definire strategie di intervento che, se stabilite in base alle effettive necessità manifestate dalla popolazione, risultano certamente più efficaci. In tale contesto operano i Sistemi di accoglienza e Integrazione (SAI).
GLI ENTI LOCALI E L’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI: DA UNA LOGICA EMERGENZIALE AD UN APPROCCIO OLISTICO PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO
Dammacco, G.;
2025-01-01
Abstract
La gestione dei flussi migratori si caratterizza per l’elevata complessità organizzativa legata non solo agli aspetti prettamente logistici, come la disponibilità e la conduzione di strutture adeguate all’accoglienza, ma anche e soprattutto alle difficoltà che le istituzioni pubbliche devono affrontare nel delicato compito di mediare le conflittualità - spesso esasperate - tra gli interessi contrapposti manifestati da cittadini autoctoni e immigrati. Gli enti locali, ormai da decenni, provano ad individuare le soluzioni con le quali soddisfare, in modo bilanciato tali interessi. L’obiettivo non è soltanto quello di provare a garantire indistintamente i diritti fondamentali della persona ma anche di operare - seguendo un approccio olistico - per uno sviluppo sostenibile del territorio, integrando le misure di accoglienza nelle strategie di sviluppo e di coesione sociale . In generale, si è passati da interventi estemporanei, fondati prevalentemente sul volontariato, a interventi definiti in modo strutturato e interattivo prevedendo anche un forte coinvolgimento di attori locali sia pubblici che privati. Tale coinvolgimento, in particolare, è strumentale per definire strategie di intervento che, se stabilite in base alle effettive necessità manifestate dalla popolazione, risultano certamente più efficaci. In tale contesto operano i Sistemi di accoglienza e Integrazione (SAI).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.