Il 1964 fu un anno davvero particolare per la città di Bari che, sin dall’inizio del decen- nio, già stava inseguendo il velleitario riconoscimento del titolo di ‘Milano del Sud’. Questo accadeva sia in ragione delle novità introdotte, tra spazi pubblici e privati, da pro- gettisti affascinati dagli Stati Uniti come Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, sia per via del sostegno istituzionale di un politico come Aldo Moro, all’esordio del suo manda- to da presidente del Consiglio, iniziato con il suo I Governo nel dicembre del 1963. Nel mese di aprile del ’64, poi, proprio a Bari si andò a commemorare un evento significativo come quello del ventennale del congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che, nel 1944, si era aperto al Teatro Piccinni con una prolusione di Benedetto Croce. Inoltre, da novembre, nel giovane Ateneo istituito solo sessant’anni prima (quando fu intitolato a Benito Mussolini per celebrarne l’ascesa), si aprì il ciclo di conferenze curato da Adria- no Prandi, a discendere dalle celebrazioni nazionali focalizzate su un mito senza tempo come Buonarroti. È in questa specifica circostanza che Prandi invitò Carlo Ludovico Ragghianti a parlare del suo critofilm intitolato Michelangiolo, appena proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra l’esordio di Aldo Moro come primo ministro (1963) e la sua tragica fine per mano delle Brigate Rosse (1978), si gioca dunque la parte forse più interessante dell’esperienza di Prandi, giunto a Bari all’indomani della nascita della Repubblica, che si ritrovò al centro di una davvero fittissima rete di relazioni, dai Laterza (1943), a Mario Sansone (1948), sino a Luciano Canfora (1978), in grado di saldarne l’attività non solo ai circoli intellettuali del capoluogo pugliese ma, soprattutto, alla di- mensione ‘larga’ dell’Italia del dopoguerra. Quelle appena riportate, sono solo alcune delle coordinate su cui è stato costruito questo libro/catalogo che raccoglie i contenuti di una mostra di ricerca sviluppata nell’ambito del progetto CHANGES e in partnership con la Fondazione ‘Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti - ETS’. Al- lestita nella restaurata Biblioteca di Storia dell’Arte, l’esposizione Michelangelo antifa- scista a Bari (1964-1965), R e VR, è un prodotto che vive tanto nello spazio ‘analogico’ di questo volume cartaceo, che raccoglie gli inediti contributi degli studiosi coinvolti, da Andrea Leonardi, a Fabio Mangone, a Elisa Bonacini, sino a Lorenzo Mattei, a Raffaella Cassano e a Tommaso Casini, quanto in quello ‘virtuale’ del World Wide Web.

MICHELANGELO ANTIFASCISTA A BARI (1964-1965). Il ‘non finito’ di Adriano Prandi e il critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti nel IV centenario della scomparsa del Buonarroti

ANDREA LEONARDI
2024-01-01

Abstract

Il 1964 fu un anno davvero particolare per la città di Bari che, sin dall’inizio del decen- nio, già stava inseguendo il velleitario riconoscimento del titolo di ‘Milano del Sud’. Questo accadeva sia in ragione delle novità introdotte, tra spazi pubblici e privati, da pro- gettisti affascinati dagli Stati Uniti come Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, sia per via del sostegno istituzionale di un politico come Aldo Moro, all’esordio del suo manda- to da presidente del Consiglio, iniziato con il suo I Governo nel dicembre del 1963. Nel mese di aprile del ’64, poi, proprio a Bari si andò a commemorare un evento significativo come quello del ventennale del congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che, nel 1944, si era aperto al Teatro Piccinni con una prolusione di Benedetto Croce. Inoltre, da novembre, nel giovane Ateneo istituito solo sessant’anni prima (quando fu intitolato a Benito Mussolini per celebrarne l’ascesa), si aprì il ciclo di conferenze curato da Adria- no Prandi, a discendere dalle celebrazioni nazionali focalizzate su un mito senza tempo come Buonarroti. È in questa specifica circostanza che Prandi invitò Carlo Ludovico Ragghianti a parlare del suo critofilm intitolato Michelangiolo, appena proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra l’esordio di Aldo Moro come primo ministro (1963) e la sua tragica fine per mano delle Brigate Rosse (1978), si gioca dunque la parte forse più interessante dell’esperienza di Prandi, giunto a Bari all’indomani della nascita della Repubblica, che si ritrovò al centro di una davvero fittissima rete di relazioni, dai Laterza (1943), a Mario Sansone (1948), sino a Luciano Canfora (1978), in grado di saldarne l’attività non solo ai circoli intellettuali del capoluogo pugliese ma, soprattutto, alla di- mensione ‘larga’ dell’Italia del dopoguerra. Quelle appena riportate, sono solo alcune delle coordinate su cui è stato costruito questo libro/catalogo che raccoglie i contenuti di una mostra di ricerca sviluppata nell’ambito del progetto CHANGES e in partnership con la Fondazione ‘Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti - ETS’. Al- lestita nella restaurata Biblioteca di Storia dell’Arte, l’esposizione Michelangelo antifa- scista a Bari (1964-1965), R e VR, è un prodotto che vive tanto nello spazio ‘analogico’ di questo volume cartaceo, che raccoglie gli inediti contributi degli studiosi coinvolti, da Andrea Leonardi, a Fabio Mangone, a Elisa Bonacini, sino a Lorenzo Mattei, a Raffaella Cassano e a Tommaso Casini, quanto in quello ‘virtuale’ del World Wide Web.
2024
979-12-5995-093-2
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/518874
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact