The contribution intends to deal with nonviolence in Italy during fascism. In Italy, too, several personalities and groups had already expressed themselves in a pacifist sense before the Great War and between the two world wars, in connection with international pacifist movements. In the interwar period the figure of Aldo Capitini, together with Claudio Baglietto, stands out. Capitini's rich thought fertilized the cultural debate of fascist, post-fascist and democratic Italy, leaving an enormous legacy, which only in a small part can be associated with the 1961 March for Peace and Brotherhood of Peoples with which Capitini's name is still associated today. That legacy is alive and continues to be nourished by his thought, his testimony, and the seeds that over the decades have taken root in the work of so many men and women of our time, and it deserves to be embraced and studied.

Il contributo intende occuparsi di nonviolenza in Italia durante il fascismo. Anche in Italia diverse personalità e gruppi si erano espressi in senso pacifista già prima della Grande Guerra e tra le due guerre mondiali, in connessione con i movimenti pacifisti internazionali. Nel periodo interbellico spicca la figura di Aldo Capitini, insieme a Claudio Baglietto. Il ricco pensiero capitiniano fecondò il dibattito culturale dell’Italia fascista, post fascista e democratica lasciando un’eredità enorme, che solo in minima parte può associarsi alla Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli del 1961 a cui il nome di Capitini è oggi ancora associato. Quella eredità è viva e continua a nutrirsi del suo pensiero, della sua testimonianza e dei semi che nel corso dei decenni hanno attecchito nell’opera di moltissimi uomini e donne del nostro tempo e merita di essere accolta e studiata.

Nonviolenţa lui Aldo Capitini în timpul fascismului din Italia.

Gabriella Falcicchio
2024-01-01

Abstract

The contribution intends to deal with nonviolence in Italy during fascism. In Italy, too, several personalities and groups had already expressed themselves in a pacifist sense before the Great War and between the two world wars, in connection with international pacifist movements. In the interwar period the figure of Aldo Capitini, together with Claudio Baglietto, stands out. Capitini's rich thought fertilized the cultural debate of fascist, post-fascist and democratic Italy, leaving an enormous legacy, which only in a small part can be associated with the 1961 March for Peace and Brotherhood of Peoples with which Capitini's name is still associated today. That legacy is alive and continues to be nourished by his thought, his testimony, and the seeds that over the decades have taken root in the work of so many men and women of our time, and it deserves to be embraced and studied.
2024
9786064416414
Il contributo intende occuparsi di nonviolenza in Italia durante il fascismo. Anche in Italia diverse personalità e gruppi si erano espressi in senso pacifista già prima della Grande Guerra e tra le due guerre mondiali, in connessione con i movimenti pacifisti internazionali. Nel periodo interbellico spicca la figura di Aldo Capitini, insieme a Claudio Baglietto. Il ricco pensiero capitiniano fecondò il dibattito culturale dell’Italia fascista, post fascista e democratica lasciando un’eredità enorme, che solo in minima parte può associarsi alla Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli del 1961 a cui il nome di Capitini è oggi ancora associato. Quella eredità è viva e continua a nutrirsi del suo pensiero, della sua testimonianza e dei semi che nel corso dei decenni hanno attecchito nell’opera di moltissimi uomini e donne del nostro tempo e merita di essere accolta e studiata.
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