Dagli anni Novanta le azioni e le strategie, con il sostegno dei responsabili dello sviluppo locale si sono incrementate sempre piú non solo per rendere la cittá vivibile per i residenti, sotto il segno della qualitá, ma anche appetibile per i turisti. Malgrado un certo stato di sofferenza economica, che naturalmente non investe solo quest’area, bisogna sottolineare un impegno sia nel migliorare la qualitá che a specializzarsi nel settore turistico come scelta strategica a livello regionale e locale. Lo dimostrano le risorse impegnate, i progetti realizzati e in corso per cercare di stabilizzare e migliorare i risultati ottenuti in questo settore. In un sistema economico che tende all’omologazione, la cittá di Lecce e il Salento possono indubbiamente proporre un modello unico, caratterizzato da qualitá ambientali, culturali, artistiche e dei prodotti molto competitivi a livello nazionale. Non a caso circa la valutazione delle eccellenze territoriali e dei fattori di competitivitá che determinano le più elevate qualitá (produzione e innovazione). Non a caso circa la valutazione delle eccellenze territoriali e dei fattori di competitività che determinano le più elevate qualità (produzione e innovazione, accoglienza e socialità) la città di Lecce e l’area del Salento sono posizionate tra le 65 eccellenze territoriali dell’accoglienza, con un punteggio di 79/100 insieme alla Costa Smeralda, le Langhe, la Franciacorta, la Versilia e la Maremma. Ció a dimostrazione non solo della presenza di fattori naturali, artistici e culturali, non considerati come elementi isolati, ma inseriti in una politica complessiva di valorizzazione, ma anche della consistenza di iniziative pubbliche e private, tendenti al recupero e alla valorizzazione, ad una cultura amministrativa e imprenditoriale consapevole della rilevanza di queste qualitá per migliorare l’accoglienza e un livello adeguato di accessibilitá che incoraggi i turisti e orienti la domanda verso la scelta di quest’area come meta turistica. Quello che é stato detto, alla luce dell’indagine effettuata, dei documenti reperiti e dei colloqui realizzati ha dato non solo la percezione, ma una possibile certezza che molto si sia fatto in questa direzione, data anche la condizione di perifericitá, “a Lecce non si passa per caso ma si sceglie di venire”, e che l’impegno sia quello di sostenere il turismo, migliorando il sistema, come condizione essenziale per lo sviluppo e la crescita complessiva. Si puó parlare cosí di un rapporto biunivoco: la qualitá della cittá aiuta il turismo, e la qualitá del turismo contribuisce ad aumentare la competitivitá della cittá e dei suoi valori.

Politiche di rigenerazione, competitività urbana e turismo. Il caso di Lecce

GRUMO, Rosalina
2012

Abstract

Dagli anni Novanta le azioni e le strategie, con il sostegno dei responsabili dello sviluppo locale si sono incrementate sempre piú non solo per rendere la cittá vivibile per i residenti, sotto il segno della qualitá, ma anche appetibile per i turisti. Malgrado un certo stato di sofferenza economica, che naturalmente non investe solo quest’area, bisogna sottolineare un impegno sia nel migliorare la qualitá che a specializzarsi nel settore turistico come scelta strategica a livello regionale e locale. Lo dimostrano le risorse impegnate, i progetti realizzati e in corso per cercare di stabilizzare e migliorare i risultati ottenuti in questo settore. In un sistema economico che tende all’omologazione, la cittá di Lecce e il Salento possono indubbiamente proporre un modello unico, caratterizzato da qualitá ambientali, culturali, artistiche e dei prodotti molto competitivi a livello nazionale. Non a caso circa la valutazione delle eccellenze territoriali e dei fattori di competitivitá che determinano le più elevate qualitá (produzione e innovazione). Non a caso circa la valutazione delle eccellenze territoriali e dei fattori di competitività che determinano le più elevate qualità (produzione e innovazione, accoglienza e socialità) la città di Lecce e l’area del Salento sono posizionate tra le 65 eccellenze territoriali dell’accoglienza, con un punteggio di 79/100 insieme alla Costa Smeralda, le Langhe, la Franciacorta, la Versilia e la Maremma. Ció a dimostrazione non solo della presenza di fattori naturali, artistici e culturali, non considerati come elementi isolati, ma inseriti in una politica complessiva di valorizzazione, ma anche della consistenza di iniziative pubbliche e private, tendenti al recupero e alla valorizzazione, ad una cultura amministrativa e imprenditoriale consapevole della rilevanza di queste qualitá per migliorare l’accoglienza e un livello adeguato di accessibilitá che incoraggi i turisti e orienti la domanda verso la scelta di quest’area come meta turistica. Quello che é stato detto, alla luce dell’indagine effettuata, dei documenti reperiti e dei colloqui realizzati ha dato non solo la percezione, ma una possibile certezza che molto si sia fatto in questa direzione, data anche la condizione di perifericitá, “a Lecce non si passa per caso ma si sceglie di venire”, e che l’impegno sia quello di sostenere il turismo, migliorando il sistema, come condizione essenziale per lo sviluppo e la crescita complessiva. Si puó parlare cosí di un rapporto biunivoco: la qualitá della cittá aiuta il turismo, e la qualitá del turismo contribuisce ad aumentare la competitivitá della cittá e dei suoi valori.
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