Il diritto a coltivare le relazioni familiari si configura come uno strumento indispensabile della riabilitazione sociale dei detenuti, dovendosi da esso derivare tanto il diritto del ristretto a ricevere assistenza, da parte dell’amministrazione penitenziaria, al fine di mantenere i contatti con i propri familiari, quanto l’obbligo dello Stato di tener conto degli interessi del detenuto e dei suoi familiari nel regolamentare il diritto di visita. Un diritto che va garantito in modo particolare nei riguardi del minorenne in vinculis, al fine di evitare che lo stato di privazione della libertà personale possa danneggiare il suo sviluppo psico-fisico, comprimendo l’esigenza fondamentale di mantenere stabili legami affettivi.
LA TUTELA DELL'AFFETTIVITà DEL MINORENNE DETENUTO
DANILA CERTOSINO
2022-01-01
Abstract
Il diritto a coltivare le relazioni familiari si configura come uno strumento indispensabile della riabilitazione sociale dei detenuti, dovendosi da esso derivare tanto il diritto del ristretto a ricevere assistenza, da parte dell’amministrazione penitenziaria, al fine di mantenere i contatti con i propri familiari, quanto l’obbligo dello Stato di tener conto degli interessi del detenuto e dei suoi familiari nel regolamentare il diritto di visita. Un diritto che va garantito in modo particolare nei riguardi del minorenne in vinculis, al fine di evitare che lo stato di privazione della libertà personale possa danneggiare il suo sviluppo psico-fisico, comprimendo l’esigenza fondamentale di mantenere stabili legami affettivi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
12 Certosino.pdf
non disponibili
Tipologia:
Documento in Versione Editoriale
Licenza:
NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione
894.19 kB
Formato
Adobe PDF
|
894.19 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


