La legge 328 del 2000, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, insieme ai welfare regionali, è un punto di riferimento importante per tutti i professionisti del sistema sociale e socio educativo per l’inclusione e l’interculturalità. Ha rappresentato e rappresenta, se pur con diverse criticità, un modello multiculturale di sviluppo per la costruzione di un sistema solidale, sostenibile e partecipativo alla programmazione e progettazione di opportunità educative e pedagogiche. Ha creato una cultura socio-educativa più vicina alle persone e al territorio con una sussidiarietà orizzontale a valenza sociale e pedagogica. La spinta all’innovazione della 328/00, tuttavia, non ha scardinato una certa cultura assistenzialistica e diseducativa, non residuale in determinati territori e contesti sociali. Le politiche di welfare, pertanto, rivivono un fermento culturale di cambiamento importante a cui la pedagogia può e deve dare il suo contributo in termini di pratiche educative e partecipative, riflessività socio-pedagogica e di professionisti dell’educazione.

Quale nuovo welfare oggi? Il consolidamento della prospettiva pedagogica della legge 328/2000 attraverso l’investimento inclusivo nel sistema dei servizi sociali e socio-educativi

Michele Corriero
2023-01-01

Abstract

La legge 328 del 2000, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, insieme ai welfare regionali, è un punto di riferimento importante per tutti i professionisti del sistema sociale e socio educativo per l’inclusione e l’interculturalità. Ha rappresentato e rappresenta, se pur con diverse criticità, un modello multiculturale di sviluppo per la costruzione di un sistema solidale, sostenibile e partecipativo alla programmazione e progettazione di opportunità educative e pedagogiche. Ha creato una cultura socio-educativa più vicina alle persone e al territorio con una sussidiarietà orizzontale a valenza sociale e pedagogica. La spinta all’innovazione della 328/00, tuttavia, non ha scardinato una certa cultura assistenzialistica e diseducativa, non residuale in determinati territori e contesti sociali. Le politiche di welfare, pertanto, rivivono un fermento culturale di cambiamento importante a cui la pedagogia può e deve dare il suo contributo in termini di pratiche educative e partecipative, riflessività socio-pedagogica e di professionisti dell’educazione.
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