Ignazio Grattagliano: È stato un lungo percorso, quello che ha condotto alla creazione del CIPSAIMEGA, circa tre anni orsono. Tante telefonate tra noi, il gruppo di colleghi promotori, i funzionari del nostro Ateneo, lunghi e proficui scambi di opinioni, molte mail, numerosi incontri preparatori. Molto lavoro, ma anche grande soddisfazione che nasce proprio dal contatto con tanti colleghi diversi ed appartenenti ad aree disciplinari e dipartimenti differenti che man mano hanno dato la loro convinta adesione al CIPSAIMEGA. Tante le iniziative di studio, seminariali, di confronto e discussione promossi in questi anni, che hanno sempre rispecchiato l’anima fortemente interdisciplinare del nostro Centro Interdipartimentale, finalizzato a promuovere una Psicologia Applicata a vari contesti, come da statuto e documento istitutivo La pubblicazione di questo volume, “Menti in Azione. Prospettive di Psicologia Applicata”, segna una tappa importante, consente di fare in punto della situazione e diviene anche occasione concreta per individuare e prefigurare prospettive future che rappresentano per tutti noi una serie di sfide innovative e difficili. Giuseppe Mininni: Avendo, con te, avuto “cura” di questo volume, il mio primo desiderio è farci carico delle sue aspettative: poter circolare tra molte “menti in azione”, poter interagire con altri testi attraverso le loro interpretazioni e i loro commenti, ma soprattutto non rimanere solo, bensì avere molti altri testi prodotti nel CIPSAIMEGA con cui dialogare nel tempo. Nel prossimo testo, che farà compagnia a questo curato da noi, auspicherei anzitutto un salto di dialogicità: da interna a esterna. Qui quasi tutti i capitoli sono scritti da più “menti in azione”, essendo proposti come l’esito di una collaborazione “interna” a gruppi di ricerca già consolidatisi, ognuno nel proprio settore scientifico-disciplinare. Tuttavia, l’orizzonte istitutivo del CIPSAIMEGA postula la formazione di interessi di ricerca intersettoriali, perché ci sono livelli di problematicità psicologica che richiedono un approccio integrato tra diversi assetti teorico-metodologici. Sono fiducioso che il prossimo volume rivelerà non soltanto una compattezza-within, ma anche una fluidità-between i vari settori scientifico-disciplinari presenti nel CIPSAIMEGA. Naturalmente l’attesa di questo salto di qualità dialogica scaturisce dal principio generale che genera la conoscenza situata: la necessità dell’aderenza al contesto. Ignazio Grattagliano: Tenendo conto di questo principio, quello che sta avvenendo intorno a noi (solo per citare alcune cose, pandemia, guerra, prossime elezioni politiche, prossimi cambiamenti dentro e fuori il contesto universitario), e che può condizionare pesantemente la nostra vita universitaria e la mission del nostro ruolo (didattica, ricerca, terza missione), legittima pienamente l’esistenza di un Centro Interdipartimentale come il CIPSAIMEGA, se chi vi aderisce saprà essere fedele a quanto previsto dal Manifesto Programmatico ovvero promuovere studi, ricerche, momenti e spazi di riflessione, progetti, finalizzati ad evitare la restrizione dei campi di ricerca scientifica e culturale in funzione di una immediatezza remunerativa di risultati (che privilegiano la ripetitività e la quantità, che imitano, sostituendola, la ricchezza di prospettive), a scapito della sorpresa e della qualità, in sintesi della capacità trasformativa della conoscenza. Io vorrei che non solo con enunciazioni di principio, ma con comportamenti, fatti, progetti e scelte concrete chi opera nel CIPSAIMEGA sappia cercare e perseguire “non solo ciò che è più utile, ma ciò che è giusto”, per citare un efficace passo del tuo intervento nella giornata celebrativa del “Ventennale di attivazione” (19 novembre 1999 – 2019) del Corso di Laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Giuseppe Mininni: Ti ringrazio molto per aver voluto rievocare quell’iniziativa di “festa della memoria” di una decisione storica cui avevo dato il mio più convinto supporto, in un passato sempre più lontano dell’istituzione universitaria. Il futuro prevedibile ora per la Psicologia Applicata impegnerà auspicabilmente molte “menti in azione” a cercare soluzioni possibili per la problematicità della vita quotidiana percepita dalle persone e dalle comunità di pratiche nel loro tempo. Una testimonianza recente è data dalla svolta impressa alla ricerca scientifica dall’emergenza globale della pandemia da Covid-19. Ora, accanto ad ambiti di studio della vita quotidiana ad alta rilevanza psicologica, come ad esempio lo sviluppo atipico, l’invecchiamento o l’integrazione dei migranti, già si annunciano come molto impegnativi alcuni grandi interrogativi di ricerca relativi alle ripercussioni esistenziali dell’emergenza climatica, all’acuirsi della conflittualità sociale e culturale, alla dipendenza da tecnologie informazionali e relazionali sempre più potenti e invasive, con conseguente perdita del senso di intimità personale per effetto della gestione eteronoma dei Big Data. Ignazio Grattagliano: La Psicologia Applicata ai vari campi della Formazione, Lavoro, Sanità, Giustizia, Politica, Economia, Ambiente, Media, Arti, Religione, come da statuto del CIPSAIMEGA e da documento programmatico, può e deve divenire una straordinaria opportunità per osservare, descrivere, valutare quanto avviene intorno a noi, confermando il ruolo e la finalità sociale e politico-culturale del nostro Centro Interdipartimentale. Ma è necessario un “cambio di passo”. Il “passaggio” da una fase iniziale, “artigianale”, fondata sulle iniziative personali di singoli aderenti ed iscritti, ad una fase più progettuale, imprenditoriale, che sappia intercettare risorse per redistribuirle in termini di finanziamenti, per ricerche, borse di studio, assegni, che permettano un salto di qualità del Centro. In altre parole serve una modalità che riesca a far esprimere pienamente il potenziale di ricerca e di studio presente nel Centro. Giuseppe Mininni: Animato dal fervore che auspichi, il CIPSAIMEGA potrà fronteggiare le nuove sfide poste dal dilagare del mal-essere individuale e sociale e dall’incombere di nuove patologie del corpo e della mente (e del “corpo-mente”) e saprà valorizzare il potenziale di interazione tra le neuroscienze e le humanities, tradizionalmente coltivate nei territori dell’etica, del diritto e dell’estetica. Una speciale attenzione richiederà il compito di monitorare costantemente le dinamiche delle relazioni interpersonali e sociali all’interno di istituzioni complesse e determinanti la costruzione identitaria, come la scuola, il luogo di lavoro, l’ospedale, il tribunale o il carcere. In particolare ci si può attendere da chi opera nel CIPSAIMEGA una profonda sensibilità per progetti di ricerca sui percorsi di promozione delle virtù sociali (come la sincerità, la fiducia, la speranza, la gratitudine, la dedizione, il perdono), perché da esse dipende l’affievolirsi o l’intensificarsi del potenziale umanizzante che assegna dignità alla vita. Così il nostro Centro Interdipartimentale continuerà a dare il suo contributo alla “scienza [che] è in certo modo la nostra vera madre, la civiltà” (Anton Cechov, Lettera a un dotto vicino, 1880).
Conclusione. Ragionando sul futuro del CIPSAIMEGA
Ignazio Grattagliano;Giuseppe Mininni
2023-01-01
Abstract
Ignazio Grattagliano: È stato un lungo percorso, quello che ha condotto alla creazione del CIPSAIMEGA, circa tre anni orsono. Tante telefonate tra noi, il gruppo di colleghi promotori, i funzionari del nostro Ateneo, lunghi e proficui scambi di opinioni, molte mail, numerosi incontri preparatori. Molto lavoro, ma anche grande soddisfazione che nasce proprio dal contatto con tanti colleghi diversi ed appartenenti ad aree disciplinari e dipartimenti differenti che man mano hanno dato la loro convinta adesione al CIPSAIMEGA. Tante le iniziative di studio, seminariali, di confronto e discussione promossi in questi anni, che hanno sempre rispecchiato l’anima fortemente interdisciplinare del nostro Centro Interdipartimentale, finalizzato a promuovere una Psicologia Applicata a vari contesti, come da statuto e documento istitutivo La pubblicazione di questo volume, “Menti in Azione. Prospettive di Psicologia Applicata”, segna una tappa importante, consente di fare in punto della situazione e diviene anche occasione concreta per individuare e prefigurare prospettive future che rappresentano per tutti noi una serie di sfide innovative e difficili. Giuseppe Mininni: Avendo, con te, avuto “cura” di questo volume, il mio primo desiderio è farci carico delle sue aspettative: poter circolare tra molte “menti in azione”, poter interagire con altri testi attraverso le loro interpretazioni e i loro commenti, ma soprattutto non rimanere solo, bensì avere molti altri testi prodotti nel CIPSAIMEGA con cui dialogare nel tempo. Nel prossimo testo, che farà compagnia a questo curato da noi, auspicherei anzitutto un salto di dialogicità: da interna a esterna. Qui quasi tutti i capitoli sono scritti da più “menti in azione”, essendo proposti come l’esito di una collaborazione “interna” a gruppi di ricerca già consolidatisi, ognuno nel proprio settore scientifico-disciplinare. Tuttavia, l’orizzonte istitutivo del CIPSAIMEGA postula la formazione di interessi di ricerca intersettoriali, perché ci sono livelli di problematicità psicologica che richiedono un approccio integrato tra diversi assetti teorico-metodologici. Sono fiducioso che il prossimo volume rivelerà non soltanto una compattezza-within, ma anche una fluidità-between i vari settori scientifico-disciplinari presenti nel CIPSAIMEGA. Naturalmente l’attesa di questo salto di qualità dialogica scaturisce dal principio generale che genera la conoscenza situata: la necessità dell’aderenza al contesto. Ignazio Grattagliano: Tenendo conto di questo principio, quello che sta avvenendo intorno a noi (solo per citare alcune cose, pandemia, guerra, prossime elezioni politiche, prossimi cambiamenti dentro e fuori il contesto universitario), e che può condizionare pesantemente la nostra vita universitaria e la mission del nostro ruolo (didattica, ricerca, terza missione), legittima pienamente l’esistenza di un Centro Interdipartimentale come il CIPSAIMEGA, se chi vi aderisce saprà essere fedele a quanto previsto dal Manifesto Programmatico ovvero promuovere studi, ricerche, momenti e spazi di riflessione, progetti, finalizzati ad evitare la restrizione dei campi di ricerca scientifica e culturale in funzione di una immediatezza remunerativa di risultati (che privilegiano la ripetitività e la quantità, che imitano, sostituendola, la ricchezza di prospettive), a scapito della sorpresa e della qualità, in sintesi della capacità trasformativa della conoscenza. Io vorrei che non solo con enunciazioni di principio, ma con comportamenti, fatti, progetti e scelte concrete chi opera nel CIPSAIMEGA sappia cercare e perseguire “non solo ciò che è più utile, ma ciò che è giusto”, per citare un efficace passo del tuo intervento nella giornata celebrativa del “Ventennale di attivazione” (19 novembre 1999 – 2019) del Corso di Laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Giuseppe Mininni: Ti ringrazio molto per aver voluto rievocare quell’iniziativa di “festa della memoria” di una decisione storica cui avevo dato il mio più convinto supporto, in un passato sempre più lontano dell’istituzione universitaria. Il futuro prevedibile ora per la Psicologia Applicata impegnerà auspicabilmente molte “menti in azione” a cercare soluzioni possibili per la problematicità della vita quotidiana percepita dalle persone e dalle comunità di pratiche nel loro tempo. Una testimonianza recente è data dalla svolta impressa alla ricerca scientifica dall’emergenza globale della pandemia da Covid-19. Ora, accanto ad ambiti di studio della vita quotidiana ad alta rilevanza psicologica, come ad esempio lo sviluppo atipico, l’invecchiamento o l’integrazione dei migranti, già si annunciano come molto impegnativi alcuni grandi interrogativi di ricerca relativi alle ripercussioni esistenziali dell’emergenza climatica, all’acuirsi della conflittualità sociale e culturale, alla dipendenza da tecnologie informazionali e relazionali sempre più potenti e invasive, con conseguente perdita del senso di intimità personale per effetto della gestione eteronoma dei Big Data. Ignazio Grattagliano: La Psicologia Applicata ai vari campi della Formazione, Lavoro, Sanità, Giustizia, Politica, Economia, Ambiente, Media, Arti, Religione, come da statuto del CIPSAIMEGA e da documento programmatico, può e deve divenire una straordinaria opportunità per osservare, descrivere, valutare quanto avviene intorno a noi, confermando il ruolo e la finalità sociale e politico-culturale del nostro Centro Interdipartimentale. Ma è necessario un “cambio di passo”. Il “passaggio” da una fase iniziale, “artigianale”, fondata sulle iniziative personali di singoli aderenti ed iscritti, ad una fase più progettuale, imprenditoriale, che sappia intercettare risorse per redistribuirle in termini di finanziamenti, per ricerche, borse di studio, assegni, che permettano un salto di qualità del Centro. In altre parole serve una modalità che riesca a far esprimere pienamente il potenziale di ricerca e di studio presente nel Centro. Giuseppe Mininni: Animato dal fervore che auspichi, il CIPSAIMEGA potrà fronteggiare le nuove sfide poste dal dilagare del mal-essere individuale e sociale e dall’incombere di nuove patologie del corpo e della mente (e del “corpo-mente”) e saprà valorizzare il potenziale di interazione tra le neuroscienze e le humanities, tradizionalmente coltivate nei territori dell’etica, del diritto e dell’estetica. Una speciale attenzione richiederà il compito di monitorare costantemente le dinamiche delle relazioni interpersonali e sociali all’interno di istituzioni complesse e determinanti la costruzione identitaria, come la scuola, il luogo di lavoro, l’ospedale, il tribunale o il carcere. In particolare ci si può attendere da chi opera nel CIPSAIMEGA una profonda sensibilità per progetti di ricerca sui percorsi di promozione delle virtù sociali (come la sincerità, la fiducia, la speranza, la gratitudine, la dedizione, il perdono), perché da esse dipende l’affievolirsi o l’intensificarsi del potenziale umanizzante che assegna dignità alla vita. Così il nostro Centro Interdipartimentale continuerà a dare il suo contributo alla “scienza [che] è in certo modo la nostra vera madre, la civiltà” (Anton Cechov, Lettera a un dotto vicino, 1880).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


