I problemi relativi alla conoscenza, all’insegnamento e alla ricerca circa gli autori di reati, coloro che creano disagio sociale e i sistemi in cui sono inseriti, gli interventi di prevenzione, controllo e trattamento della criminalità, di supporto e sostegno alle vittime, ai loro famigliari e ai contesti di appartenenza interessano molti operatori e discipline. E’ un’area difficilmente definibile, attraversata da vincoli giuridici e istituzionali ancora poco conosciuti. La Criminologia Clinica si pone come scienza che offre molteplici strumenti di rilevazione e intervento per ampliare le conoscenze sulle caratteristiche psicologiche, relazionali e culturali dei singoli e dei gruppi, sui disturbi mentali e sulla loro incidenza su autori e vittime di reati, sulla responsabilità morale e sulla libertà dell’agire, nonché sui tanti fattori che correlano alle scelte di condotta nella vita sociale (Ponti, Merzagora, 2008). Intendere la criminalità come uno dei tanti modi di agire nella società di individui, gruppi e sistemi ci permette di dare senso ad azioni apparentemente incomprensibili. Per comprendere più profondamente delitti e delinquenti, è necessario conoscere la clinica, i fattori sociali, gli aspetti culturali, le dinamiche psicologiche e le interrelazioni tra individuo, gruppi e ambiente (Ponti, Merzagora, 2008). Il campo di indagine della Criminologia Clinica è ampio, perché non solo comprende i fatti criminosi in quanto tali, ma anche lo studio degli autori con le caratteristiche psicologiche o psicopatologiche, con molti punti di contatto con la psicologia culturale. La clinica, seppur sovrana per molti aspetti, non è in grado di spiegare e definire da sola la complessità del crimine e delle sue vittime. È importante esaminare oltre che autori, vittime ed i contesti di appartenenza, anche come e cosa pensano e come declinano scelte e comportamenti. In alcuni casi il mandato assegnato alla Criminologia Clinica è quello predittivo del comportamento, tenendo ben presenti tutti gli aspetti che contribuiscono alla criminalità. I fenomeni delittuosi si riflettono non solo sulle vittime, non lasciando indifferente nessuno, ciascuno si sente motivato a esprimere opinioni in merito (Ponti, Merzagora, 2008). La Criminologia Clinica è scienza multidisciplinare che integra conoscenze, approcci e metodi provenienti da campi diversi del sapere: richiede la sinergia di psicologi, psichiatri, sociologi, filosofi del diritto, della scienza e del linguaggio, antropologi, semiologi, pedagogisti, studiosi della devianza e della criminalità legati al pragmatismo e all’interazionismo simbolico (Salvini, 2006); si costituisce coma area disciplinare policentrica (De Leo, 1989), ciò da un lato pone problemi di autonomia e identità (Pisapia, 1983), dall’altro la rende un luogo di incontro e a tratti di conflitto tra saperi, linguaggi, paradigmi, discipline e modelli diversi. Due tra i tanti obiettivi importanti che vogliamo segnalare in premessa: riflettere su se stessa, sui propri criteri disciplinari, su ciò che si sta innovando, su come filtrare i cambiamenti e adottarli nella continuità e sottoporre a costante controllo e verifica scientifica i suoi paradigmi; trasmettere una formazione che non si identifica solo con la didattica (pur fondamentale), ma anche con stile e cultura di lavoro, pensiero e comportamento e comunicazione, valorizzando curricula formativi che includono partecipazione a lavori di gruppo, ricerche, sperimentazione di tecniche di discussione e di attivazione, esercitazioni e simulate.

Psicologia Applicata in Criminologia Clinica

Ignazio Grattagliano
;
2023-01-01

Abstract

I problemi relativi alla conoscenza, all’insegnamento e alla ricerca circa gli autori di reati, coloro che creano disagio sociale e i sistemi in cui sono inseriti, gli interventi di prevenzione, controllo e trattamento della criminalità, di supporto e sostegno alle vittime, ai loro famigliari e ai contesti di appartenenza interessano molti operatori e discipline. E’ un’area difficilmente definibile, attraversata da vincoli giuridici e istituzionali ancora poco conosciuti. La Criminologia Clinica si pone come scienza che offre molteplici strumenti di rilevazione e intervento per ampliare le conoscenze sulle caratteristiche psicologiche, relazionali e culturali dei singoli e dei gruppi, sui disturbi mentali e sulla loro incidenza su autori e vittime di reati, sulla responsabilità morale e sulla libertà dell’agire, nonché sui tanti fattori che correlano alle scelte di condotta nella vita sociale (Ponti, Merzagora, 2008). Intendere la criminalità come uno dei tanti modi di agire nella società di individui, gruppi e sistemi ci permette di dare senso ad azioni apparentemente incomprensibili. Per comprendere più profondamente delitti e delinquenti, è necessario conoscere la clinica, i fattori sociali, gli aspetti culturali, le dinamiche psicologiche e le interrelazioni tra individuo, gruppi e ambiente (Ponti, Merzagora, 2008). Il campo di indagine della Criminologia Clinica è ampio, perché non solo comprende i fatti criminosi in quanto tali, ma anche lo studio degli autori con le caratteristiche psicologiche o psicopatologiche, con molti punti di contatto con la psicologia culturale. La clinica, seppur sovrana per molti aspetti, non è in grado di spiegare e definire da sola la complessità del crimine e delle sue vittime. È importante esaminare oltre che autori, vittime ed i contesti di appartenenza, anche come e cosa pensano e come declinano scelte e comportamenti. In alcuni casi il mandato assegnato alla Criminologia Clinica è quello predittivo del comportamento, tenendo ben presenti tutti gli aspetti che contribuiscono alla criminalità. I fenomeni delittuosi si riflettono non solo sulle vittime, non lasciando indifferente nessuno, ciascuno si sente motivato a esprimere opinioni in merito (Ponti, Merzagora, 2008). La Criminologia Clinica è scienza multidisciplinare che integra conoscenze, approcci e metodi provenienti da campi diversi del sapere: richiede la sinergia di psicologi, psichiatri, sociologi, filosofi del diritto, della scienza e del linguaggio, antropologi, semiologi, pedagogisti, studiosi della devianza e della criminalità legati al pragmatismo e all’interazionismo simbolico (Salvini, 2006); si costituisce coma area disciplinare policentrica (De Leo, 1989), ciò da un lato pone problemi di autonomia e identità (Pisapia, 1983), dall’altro la rende un luogo di incontro e a tratti di conflitto tra saperi, linguaggi, paradigmi, discipline e modelli diversi. Due tra i tanti obiettivi importanti che vogliamo segnalare in premessa: riflettere su se stessa, sui propri criteri disciplinari, su ciò che si sta innovando, su come filtrare i cambiamenti e adottarli nella continuità e sottoporre a costante controllo e verifica scientifica i suoi paradigmi; trasmettere una formazione che non si identifica solo con la didattica (pur fondamentale), ma anche con stile e cultura di lavoro, pensiero e comportamento e comunicazione, valorizzando curricula formativi che includono partecipazione a lavori di gruppo, ricerche, sperimentazione di tecniche di discussione e di attivazione, esercitazioni e simulate.
2023
978-88-7470-938-0
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