The problem addressed in the essay concerns, at first, the possibility of recognizing a form of protection for works produced autonomously by artificial intelligence and, consequently, the most appropriate tool for the purpose. After having identified the ambit of the «computational creative works» case and verified the possibility of configuring works created independently by an AI based on the degree of human intervention, we move on to sifting, passing through international, communitarian and national regulations, the different theses proposed so far by scholars and courts. Both the thesis of the fall into the public domain and the one that wants the attribution of copyright to the producer, user or «trainer» of the AI system that gave birth to intellectual creation have been critically examined. Albeit with some doubts, it has been acknowledged of the necessity of the «personal» and «creative» (or original) contribution required, in particular, at the communitarian level, in order to move on to observe how, in reality, the most appropriate protection instrument, de jure condito, are the related rights. In fact, the system of related rights, as it has eventually changed with the introduction, in particular, of the rights attributed to the organizers of sporting events, has appeared to be the most appropriate technique to protect and encourage investments of the computational enterprise in artificial intelligence systems.

Il problema affrontato nel saggio riguarda, in prima battuta, la possibilità di riconoscere una forma di tutela alle opere prodotte autonomamente dall'intelligenza artificiale e, di conseguenza, lo strumento più adeguato allo scopo. Dopo aver individuato l'ambito della fattispecie "opere creative computazionali" e aver verificato la possibilità di configurare le opere create autonomamente da un'IA in base al grado di intervento umano, si passa a vagliare, passando attraverso le normative internazionali, comunitarie e nazionali, le diverse tesi finora proposte da studiosi e tribunali. Sono state esaminate criticamente sia la tesi della caduta nel pubblico dominio sia quella che vuole l'attribuzione del diritto d'autore al produttore, all'utilizzatore o al "formatore" del sistema di IA che ha dato vita alla creazione intellettuale. Pur con qualche dubbio, si è riconosciuta la necessità del contributo "personale" e "creativo" (o originale) richiesto, in particolare, a livello comunitario, per poi passare a osservare come, in realtà, lo strumento di tutela più appropriato, de jure condito, siano i diritti connessi. Infatti, il sistema dei diritti connessi, così come si è poi modificato con l'introduzione, in particolare, dei diritti attribuiti agli organizzatori di eventi sportivi, è apparso come la tecnica più appropriata per proteggere e incoraggiare gli investimenti dell'impresa computazionale nei sistemi di intelligenza artificiale.

Diritti connessi e tutela delle opere dell'intelligenza artificiale

Muciaccia N
2021-01-01

Abstract

Il problema affrontato nel saggio riguarda, in prima battuta, la possibilità di riconoscere una forma di tutela alle opere prodotte autonomamente dall'intelligenza artificiale e, di conseguenza, lo strumento più adeguato allo scopo. Dopo aver individuato l'ambito della fattispecie "opere creative computazionali" e aver verificato la possibilità di configurare le opere create autonomamente da un'IA in base al grado di intervento umano, si passa a vagliare, passando attraverso le normative internazionali, comunitarie e nazionali, le diverse tesi finora proposte da studiosi e tribunali. Sono state esaminate criticamente sia la tesi della caduta nel pubblico dominio sia quella che vuole l'attribuzione del diritto d'autore al produttore, all'utilizzatore o al "formatore" del sistema di IA che ha dato vita alla creazione intellettuale. Pur con qualche dubbio, si è riconosciuta la necessità del contributo "personale" e "creativo" (o originale) richiesto, in particolare, a livello comunitario, per poi passare a osservare come, in realtà, lo strumento di tutela più appropriato, de jure condito, siano i diritti connessi. Infatti, il sistema dei diritti connessi, così come si è poi modificato con l'introduzione, in particolare, dei diritti attribuiti agli organizzatori di eventi sportivi, è apparso come la tecnica più appropriata per proteggere e incoraggiare gli investimenti dell'impresa computazionale nei sistemi di intelligenza artificiale.
The problem addressed in the essay concerns, at first, the possibility of recognizing a form of protection for works produced autonomously by artificial intelligence and, consequently, the most appropriate tool for the purpose. After having identified the ambit of the «computational creative works» case and verified the possibility of configuring works created independently by an AI based on the degree of human intervention, we move on to sifting, passing through international, communitarian and national regulations, the different theses proposed so far by scholars and courts. Both the thesis of the fall into the public domain and the one that wants the attribution of copyright to the producer, user or «trainer» of the AI system that gave birth to intellectual creation have been critically examined. Albeit with some doubts, it has been acknowledged of the necessity of the «personal» and «creative» (or original) contribution required, in particular, at the communitarian level, in order to move on to observe how, in reality, the most appropriate protection instrument, de jure condito, are the related rights. In fact, the system of related rights, as it has eventually changed with the introduction, in particular, of the rights attributed to the organizers of sporting events, has appeared to be the most appropriate technique to protect and encourage investments of the computational enterprise in artificial intelligence systems.
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