Nonostante i numerosi studi sull’adolescenza registrati nell’ultimo millennio nell’ambito delle scienze umane, essa rimane un oggetto ancora tutto da esplorare nelle sue plurime significazioni e figurazioni. Il contributo, partendo da una riflessione sulla adolescenza oggi, in chiave pedagogica, attraverso un viaggio nella narrativa contemporanea e, in particolare nell’ultimo volume di Alessandro Leogrande, La frontiera (2017), intende recuperare le immagini e le voci di una gioventù “altra” che, nell’attraversamento della soglia che si compie alla luce del fenomeno delle migrazioni forzate, vissute in prima persona, riscopre e fa riscoprire al lettore il senso di un’educazione terapeutica. In essa è possibile riconoscere, a un tempo, un atto di denuncia, da parte dei giovani migranti, della loro fragilità esistenziale al cospetto del male causato dalle guerre, dalla violenza e dai soprusi; e un atto di speranza, di oltrepassarla e di imparare a riprogettarsi come uomini e donne “nuovi”.

Despite the numerous studies on adolescence carried out in the last millennium in the field of human sciences, its multiple meanings and figurations are still subject to analysis. The contribution starts from a pedagogical reflection on today's adolescence and, through a journey into contemporary fiction (in particular in Alessandro Leogrande's latest work, “La frontiera”), intends to recover the images and voices of an "other" youth which, in crossing the threshold that takes place in the light of the phenomenon of forced migration (experienced in the first person), rediscovers the meaning of a therapeutic education. In this youth it is possible to recognize, at the same time, an act of denunciation by young migrants of their existential fragility in the face of the evil caused by wars, violence and abuses and an act of hope, of going beyond it and learning to re-design oneself as a “new” man or woman.

Adolescenti migranti da leggere. La “frontiera” come non-lieux e attraversamento di una soglia per la ricerca di identità

Adriana Schiedi
2021-01-01

Abstract

Despite the numerous studies on adolescence carried out in the last millennium in the field of human sciences, its multiple meanings and figurations are still subject to analysis. The contribution starts from a pedagogical reflection on today's adolescence and, through a journey into contemporary fiction (in particular in Alessandro Leogrande's latest work, “La frontiera”), intends to recover the images and voices of an "other" youth which, in crossing the threshold that takes place in the light of the phenomenon of forced migration (experienced in the first person), rediscovers the meaning of a therapeutic education. In this youth it is possible to recognize, at the same time, an act of denunciation by young migrants of their existential fragility in the face of the evil caused by wars, violence and abuses and an act of hope, of going beyond it and learning to re-design oneself as a “new” man or woman.
Nonostante i numerosi studi sull’adolescenza registrati nell’ultimo millennio nell’ambito delle scienze umane, essa rimane un oggetto ancora tutto da esplorare nelle sue plurime significazioni e figurazioni. Il contributo, partendo da una riflessione sulla adolescenza oggi, in chiave pedagogica, attraverso un viaggio nella narrativa contemporanea e, in particolare nell’ultimo volume di Alessandro Leogrande, La frontiera (2017), intende recuperare le immagini e le voci di una gioventù “altra” che, nell’attraversamento della soglia che si compie alla luce del fenomeno delle migrazioni forzate, vissute in prima persona, riscopre e fa riscoprire al lettore il senso di un’educazione terapeutica. In essa è possibile riconoscere, a un tempo, un atto di denuncia, da parte dei giovani migranti, della loro fragilità esistenziale al cospetto del male causato dalle guerre, dalla violenza e dai soprusi; e un atto di speranza, di oltrepassarla e di imparare a riprogettarsi come uomini e donne “nuovi”.
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