Il socialismo democratico italiano ha una storia antica ed un percorso lungo, durante il quale ha saputo mantenere inalterato -a differenza di quanto è accaduto per altre correnti politico-ideologiche del variegato universo socialista italiano- il sistema di principi e di valori originari, formatisi dall’adesione ai nuclei portanti del marxismo (emancipazione del proletariato, lotta di classe, giustizia sociale, umanitarismo), successivamente reinterpretati in rapporto alle condizioni peculiari con le quali in Italia venne delineandosi il sistema capitalistico. Peculiarità del caso italiano -come è stato osservato da molti studiosi- è la diffusione delle idee di riscatto sociale, prima, nel mondo contadino, quindi, nelle aree di incipiente industrializzazione. Fu definito “socialismo evangelico” quell’insieme di idee e di precetti morali che una non esigua schiera di “apostoli” socialisti cominciò a diffondere nelle aree rurali del centro-nord. Camillo Prampolini, nel reggiano ed in Emilia, ne fu il più illustre rappresentante, facendo propria una rilettura del marxismo in senso evoluzionistico e gradualistico, secondo l’orientamento di altri socialisti, come Filippo Turati o Andrea Costa, che avevano superato il positivismo radicale e l’insurrezionismo anarchico.

La scissione riformista. "La Giustizia" di Prampolini, il socialismo reggiano e la polemica con i comunisti torinesi (1919-1922)

Michele Donno
2021

Abstract

Il socialismo democratico italiano ha una storia antica ed un percorso lungo, durante il quale ha saputo mantenere inalterato -a differenza di quanto è accaduto per altre correnti politico-ideologiche del variegato universo socialista italiano- il sistema di principi e di valori originari, formatisi dall’adesione ai nuclei portanti del marxismo (emancipazione del proletariato, lotta di classe, giustizia sociale, umanitarismo), successivamente reinterpretati in rapporto alle condizioni peculiari con le quali in Italia venne delineandosi il sistema capitalistico. Peculiarità del caso italiano -come è stato osservato da molti studiosi- è la diffusione delle idee di riscatto sociale, prima, nel mondo contadino, quindi, nelle aree di incipiente industrializzazione. Fu definito “socialismo evangelico” quell’insieme di idee e di precetti morali che una non esigua schiera di “apostoli” socialisti cominciò a diffondere nelle aree rurali del centro-nord. Camillo Prampolini, nel reggiano ed in Emilia, ne fu il più illustre rappresentante, facendo propria una rilettura del marxismo in senso evoluzionistico e gradualistico, secondo l’orientamento di altri socialisti, come Filippo Turati o Andrea Costa, che avevano superato il positivismo radicale e l’insurrezionismo anarchico.
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