In una società caratterizzata da spinte individualistiche, consumistiche, competitive, dove sembrano sempre più indebolirsi rapporti di solidarietà e fiducia e la preoccupazione è tesa soprattutto a tutelare i propri interessi perché occuparsi di esperienze quali la Banca del Tempo caratterizzate da attenzione all’altro, dalla cura dei rapporti sociali e dalla reciprocità? Le Banche del Tempo a cui è dedicato questo chiaro e organico lavoro, possono costituire un significativo apporto apparentemente modesto, ma in realtà idoneo a concorrere a stabilire un tessuto di relazioni positive tra cittadini promuovendo quella che L. Salamon chiama “rivoluzione associativa”, cioè la propensione delle persone - qualunque sia la loro posizione sociale, culturale ed economica – ad associarsi e auto-organizzarsi con l’impegno di superare le difficoltà innescate da una crisi. È nella rete delle relazioni, che si viene a tessere nel corso di queste esperienze, che si alimentano forti ideali etici e sociali in grado di superare differenze culturali, economiche, generazionali, fisiche per ritrovarsi uniti nella condivisione dell’appartenenza umana, delle difficoltà della vita e nell’impegno di a superarle. Il volume esplicita significati, modelli, modalità organizzative che contrassegnano le Banche del Tempo a livello nazionale e internazionale fornendo utili materiali per chi vorrà replicare nei propri contesti, accademici e non, esperienze di questo tipo. Qual è la conoscenza che gli studenti hanno del progetto banca del tempo? Quali sono gli scambi attivabili e maggiormente utili alla popolazione studentesca? Quali, invece, le competenze che sarebbero disposti a scambiare? Quali le aspettative? Queste sono alcune delle domande che hanno dato avvio allo studio esplorativo presentato, su un campione di 1956 studenti, e che hanno permesso di problematizzare il tema della “Banca del tempo” nell’Università degli studi di Bari Aldo Moro che in via sperimentale ha già visto nel lontano 2009 una sua prima realizzazione.

La Banca del Tempo. Reti, relazioni, esperienze di comunità nell'Ateneo barese.

Alberto Fornasari
2021

Abstract

In una società caratterizzata da spinte individualistiche, consumistiche, competitive, dove sembrano sempre più indebolirsi rapporti di solidarietà e fiducia e la preoccupazione è tesa soprattutto a tutelare i propri interessi perché occuparsi di esperienze quali la Banca del Tempo caratterizzate da attenzione all’altro, dalla cura dei rapporti sociali e dalla reciprocità? Le Banche del Tempo a cui è dedicato questo chiaro e organico lavoro, possono costituire un significativo apporto apparentemente modesto, ma in realtà idoneo a concorrere a stabilire un tessuto di relazioni positive tra cittadini promuovendo quella che L. Salamon chiama “rivoluzione associativa”, cioè la propensione delle persone - qualunque sia la loro posizione sociale, culturale ed economica – ad associarsi e auto-organizzarsi con l’impegno di superare le difficoltà innescate da una crisi. È nella rete delle relazioni, che si viene a tessere nel corso di queste esperienze, che si alimentano forti ideali etici e sociali in grado di superare differenze culturali, economiche, generazionali, fisiche per ritrovarsi uniti nella condivisione dell’appartenenza umana, delle difficoltà della vita e nell’impegno di a superarle. Il volume esplicita significati, modelli, modalità organizzative che contrassegnano le Banche del Tempo a livello nazionale e internazionale fornendo utili materiali per chi vorrà replicare nei propri contesti, accademici e non, esperienze di questo tipo. Qual è la conoscenza che gli studenti hanno del progetto banca del tempo? Quali sono gli scambi attivabili e maggiormente utili alla popolazione studentesca? Quali, invece, le competenze che sarebbero disposti a scambiare? Quali le aspettative? Queste sono alcune delle domande che hanno dato avvio allo studio esplorativo presentato, su un campione di 1956 studenti, e che hanno permesso di problematizzare il tema della “Banca del tempo” nell’Università degli studi di Bari Aldo Moro che in via sperimentale ha già visto nel lontano 2009 una sua prima realizzazione.
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