Il volume nasce dalla riflessione svolta da alcuni studiosi nel corso del Convegno della Società Italiana di Storia del Diritto (Catania, 9-11 novembre 2017) intorno a un tema cruciale della storiografia giuridica, rappresentato dall’analisi della produzione italiana, in particolare manuali e trattati, nel variegato panorama della letteratura didattica sorta in Europa negli ultimi due secoli. Nel suo costante misurarsi con le affinità che la legano a concetti e problemi di tempi a noi più o meno vicini o lontani – e anche con le distanze che da essi la separano – la scienza del diritto si contraddistingue per la sua ineludibile storicità, manifestandosi come tradizione in perenne divenire, sempre tenacemente legata alle proprie radici e tale da conservare un’intrinseca vocazione al confronto critico con autori e opere. Come coloro che li hanno composti, anche i libri hanno una loro vita: nascono, producono scienza e conoscenza, lentamente o rapidamente declinano. Non tutti però: alcuni, i grandi classici, quelli che non tramontano, continuano a vivere nella memoria profonda di chi da essi ha molto imparato. Come dimenticare – per fare due soli esempi ai quali tanti altri potrebbero aggiungersi – opere come le Istituzioni di Arangio-Ruiz o il Medio Evo del diritto di Calasso, che hanno segnato i percorsi scientifici di intere generazioni di giuristi? Al pari di quanto accade in altre discipline, anche nel campo del diritto il patrimonio di pensiero accumulatosi nei secoli non si presenta come un tutto indistinto, bensì articolato in generi letterari, ciascuno con determinate caratteristiche dettate da specifici parametri di organizzazione scientifica del sapere. Dall’esperienza di età romana a quella medioevale e moderna, lungo il corso di parecchi secoli, si diffondono nell’Europa continentale – attraverso complicati processi di circolazione e trasmissione testuale, non immuni da interventi manipolatorî – opere di commento a leggi e autori precedenti, monografie, raccolte di definizioni e di regole, libri di analisi casistica e di discussione su problemi pratici, trattati, compendi e ancora altro. Su una di queste tipologie letterarie si è concentrata l’attenzione degli studiosi che, con i loro scritti, hanno contribuito alla nascita del presente volume. Tra l’Ottocento e il Novecento fiorisce sul suolo italico, come in altri Paesi europei, una manualistica di alto livello. La genesi di essa, le finalità didattiche e scientifiche perseguite dagli autori, l’analisi di trame e articolazioni interne delle singole opere, lo studio di alcune pagine significative, i differenti contesti sociali, politici, culturali che sono sullo sfondo, costituiscono l’oggetto di questo lavoro. In tal modo si è andato delineando un quadro complesso che, se non esaustivo delle molteplici problematiche emergenti dal tema, ne approfondisce gli aspetti fondamentali, offrendo importanti spunti di riflessione e nuovi stimoli alla ricerca storico-giuridica su metodi e contenuti della nostra tradizione scientifica, vale a dire sulla nostra stessa identità di giuristi.

I generi letterari della storiografia giuridica. La produzione didattica negli ultimi due secoli (manuali, trattati, corsi e prolusioni)

lovato
Supervision
2019

Abstract

Il volume nasce dalla riflessione svolta da alcuni studiosi nel corso del Convegno della Società Italiana di Storia del Diritto (Catania, 9-11 novembre 2017) intorno a un tema cruciale della storiografia giuridica, rappresentato dall’analisi della produzione italiana, in particolare manuali e trattati, nel variegato panorama della letteratura didattica sorta in Europa negli ultimi due secoli. Nel suo costante misurarsi con le affinità che la legano a concetti e problemi di tempi a noi più o meno vicini o lontani – e anche con le distanze che da essi la separano – la scienza del diritto si contraddistingue per la sua ineludibile storicità, manifestandosi come tradizione in perenne divenire, sempre tenacemente legata alle proprie radici e tale da conservare un’intrinseca vocazione al confronto critico con autori e opere. Come coloro che li hanno composti, anche i libri hanno una loro vita: nascono, producono scienza e conoscenza, lentamente o rapidamente declinano. Non tutti però: alcuni, i grandi classici, quelli che non tramontano, continuano a vivere nella memoria profonda di chi da essi ha molto imparato. Come dimenticare – per fare due soli esempi ai quali tanti altri potrebbero aggiungersi – opere come le Istituzioni di Arangio-Ruiz o il Medio Evo del diritto di Calasso, che hanno segnato i percorsi scientifici di intere generazioni di giuristi? Al pari di quanto accade in altre discipline, anche nel campo del diritto il patrimonio di pensiero accumulatosi nei secoli non si presenta come un tutto indistinto, bensì articolato in generi letterari, ciascuno con determinate caratteristiche dettate da specifici parametri di organizzazione scientifica del sapere. Dall’esperienza di età romana a quella medioevale e moderna, lungo il corso di parecchi secoli, si diffondono nell’Europa continentale – attraverso complicati processi di circolazione e trasmissione testuale, non immuni da interventi manipolatorî – opere di commento a leggi e autori precedenti, monografie, raccolte di definizioni e di regole, libri di analisi casistica e di discussione su problemi pratici, trattati, compendi e ancora altro. Su una di queste tipologie letterarie si è concentrata l’attenzione degli studiosi che, con i loro scritti, hanno contribuito alla nascita del presente volume. Tra l’Ottocento e il Novecento fiorisce sul suolo italico, come in altri Paesi europei, una manualistica di alto livello. La genesi di essa, le finalità didattiche e scientifiche perseguite dagli autori, l’analisi di trame e articolazioni interne delle singole opere, lo studio di alcune pagine significative, i differenti contesti sociali, politici, culturali che sono sullo sfondo, costituiscono l’oggetto di questo lavoro. In tal modo si è andato delineando un quadro complesso che, se non esaustivo delle molteplici problematiche emergenti dal tema, ne approfondisce gli aspetti fondamentali, offrendo importanti spunti di riflessione e nuovi stimoli alla ricerca storico-giuridica su metodi e contenuti della nostra tradizione scientifica, vale a dire sulla nostra stessa identità di giuristi.
978-88-921-3015-9
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